Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

ANCORA SULLA LEOPOLDA

ottobre27

LEOPOLDA 2Ancora sulla Leopolda 2013 e poi mi taccio. Lo spero, almeno. Ma non dipende tanto da me, io ci metto solo la buona volontà, dipende dalle boiate profuse a piene mani da quelle parti.

“La sinistra che non cambia si chiama destra”. Pensavo fosse un cioccolatino “renzino” di Crozza e invece pare che sia venuto fuori proprio dalla Leopolda.

Io la sapevo così: la differenza fondamentale tra destra e sinistra è che per la destra il mondo è caos dominato dalla legge del più forte non imbrigliabile in nessun ordine razionale, per cui la giustizia è un’illusione perché innaturale, mentre per la sinistra la realtà ha un seme di razionalità che si può coltivare e far crescere per realizzare un futuro migliore. Ed è in questo senso che si può affermare che la sinistra è per il cambiamento: non cambiamento fine a se stesso, ma diretto a realizzare quel principio di giustizia che è insito nella natura dell’uomo. Insomma il cambiamento deve avere una direzione precisa: le battaglie politiche e sindacali che hanno reso questo Paese più giusto non sono state fatte perché i lavoratori, gli studenti, le donne, ecc. ecc. si lamentavano: “Uuhh che noia, che barba, che noia”, ma per una democrazia più inclusiva relativamente ai diritti individuali e sociali.

Se poi il cambiamento che dovrebbe garantire che la sinistra non si tramuti in destra è contenuto in quel capolavoro di visione che è nella testa del finanziere Serra allora il “renzino” è proprio avariato. Cioè di destra, secondo il criterio che ho sommariamente esposto. Infatti: la destra, che non ha nel suo orizzonte la costruzione di un mondo a misura d’uomo, perché crede che questa è e rimarrà una valle di lacrime soggetta alla legge del più forte, o cerca di garantire la convivenza civile con un ordine repressivo (destra autoritaria) o non interviene nei rapporti di forza (liberismo). In entrambi i casi non è inclusiva, taglia fuori dal godimento dei diritti pezzi di società. Non ce n’è per tutti, qualcuno deve rimanere fuori. Quindi o si continuano a garantire i pensionati e il lavoratori pubblici o si includono i giovani. Entrambe le categorie no. La sinistra invece, che crede che il mondo possa essere trasformato, rifiuta la logica della contrapposizione tra i garantiti a 1200 euro al mese (azz, che pacchia!) e i precari tre-mesi-e-poi-si-vede. Ci deve essere un modo per includere entrambe le schiere di deboli: è compito della sinistra trovarlo.

Non ti interessa trovarlo, Renzi? Ne prendiamo atto: sarà per questo che nel parterre della Leopolda non c’erano tutti i “mondi”: c’era quello dei finanzieri e degli imprenditori di successo, ma non quello dei cassintegrati, dei precari e dei pensionati. E hai fatto bene a non dare loro voce: se limetti uno contro l’altro poteva pure andare a finire che si prendevano a mazzate e ti rovinavano l’allestimento della Leopolda. Ma risparmiaci la retorica del cambiamento: il vero cambiamento è di chi vuole rendere questo mondo migliore per tutti, non di chi teorizza che purtroppo qualcuno si deve rassegnare.

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3 Comments to

“ANCORA SULLA LEOPOLDA”

  1. Avatar ottobre 28th, 2013 at 08:01 Angelica Lubrano Says:

    per chi ha perso l’orientamento…. grazie Lucia


  2. Avatar ottobre 28th, 2013 at 16:42 Ilda Marino Says:

    Mi piace la sua analisi che conferma in pieno la mia opinione su destra e sinistra. Ma questa distinzione sembra passata di moda… Infatti Renzi non parla al PD è ovvio ma parla a tutti vuole attrarre tutti i delusi dal PDL, da Scelta Civica, da M5S forse non arriva ancora a parlare ai fascisti ma ci manca poco. Se vince rovinerà il PD. Grazie


  3. Avatar ottobre 28th, 2013 at 19:08 luciadelgrosso Says:

    Grazie a te! 🙂


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