Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

SIAMO NATI NON PER LASCIARE LE COSE COME SONO ……..

ottobre19

CUPERLO SEGRETARIOGli analisti dicono che “Bello e democratico” è lo slogan più efficace della campagna congressuale del PD. Mi affido alle valutazioni del grande capo Estiqaatsi, quello che c’è scritto sui manifesti non riuscirà mai ad interessarmi. Lo so, è importante anche il teatrino pubblicitario, ma è più forte di me. E non rispondetemi che la comunicazione è essenziale. Certo che lo è: la politica si comunica. E’ da quando la politica è diventata di massa che è comunicazione: che è, la scoperta dell’America? Il problema è la qualità della comunicazione: quando si riduce a scelta del font vuol dire che si è messi proprio male.

Sintesi: complimenti ai creativi, ma se invece di “Bello e democratico” ne avessero pensata un’altra il mio voto a Cuperlo non sarebbe venuto meno.

A me interessa quello che comunica Cuperlo senza il fiocchetto dei pubblicitari. E questa è una delle frasi in cui si condensa di più il senso della candidatura di Cuperlo: “Siamo nati non per lasciare le cose come sono, non per correggere la punteggiatura nella sintassi della destra, ma per ridare forza alla passione della sinistra”.

Che significa? Per riportare la comunicazione alla sua dignità di seme gettato nelle menti per far germogliare consapevolezza e spirito critico vorrei che ritornasse l’abitudine a non bere le frasi come se fossero acqua, ma a fermarcisi sopra.

Dunque: in primis significa che destra e sinistra sono categorie ancora attuali. Non ho detto eterne, ho detto che non è arrivato ancora il momento di liquidarle. Quindi non c’è per adesso un “oltre” dove andare, come dice qualcuno, che però si guarda bene dallo specificare indirizzo e numero civico di questo “oltre”.

E’ vero che ci può essere un mondo senza destra e sinistra. Per millenni gli uomini ne hanno fatto a meno, ne ha fatto a meno il mondo antico, il medioevo, se ne è fatto a meno fino all’età moderna. Ma prima la politica era adeguamento ad un mondo trascendente, senatori e plebei, feudatari e servi della gleba occupavano quel posto della società perché la classe dominante aveva deciso che si realizzava la migliore copia dell’Empireo o della Città Celeste e fine delle trasmissioni: una era la società giusta, quella della tradizione, non c’erano diverse visioni del mondo da confrontare. Ma con l’età moderna la politica è scesa sulla terra e il conflitto tra povero e ricco, debole e forte si è esplicitato. Non c’era più un ordine sociale fissato in cielo al quale gli uomini si dovevano adeguare, ma era affare loro decidere il modello di società e i valori da affermare, se l’uguaglianza o la disuguaglianza. Riassunto del riassunto, ma grosso modo è così.

Ora qualcuno dice che abbiamo concluso il ciclo della modernità e siamo entrati in quello della postmodernità. Vero. Quindi le categorie della modernità sono obsolete. Ah si’? E dove sta scritto che quando finisce un’era c’è un reset generale? La storia non fa mai tabula rasa, ogni volta che inizia un nuovo processo storico c’è qualcosa che si perpetua e qualcosa che si perde per strada.

Si stanno verificando le condizioni per abbandonare per strada la dicotomia destra/sinistra? Si è fissato in cielo o in una qualche trascendenza un ordine sociale unico che ha eliminato il conflitto tra gli uomini su quale è il modello di società verso cui dobbiamo procedere? Funziona tutto bene, per cui non c’è da immaginare nessuna città futura e il problema è solo scegliere la classe dirigente più brava a gestire l’esistente? E ancora, domanda al Sindaco di Firenze: la risposta è un partito di amministratori, che appiattisce la linea sui problemi di gestione delle comunità di riferimento, o non piuttosto un partito che fa quel mestiere che gli ha assegnato l’età moderma e che non gli ha ancora revocato, ossia immaginare il futuro e segnare il sentiero per arrivarci?

Ma tanto per tornare al discorso della comunicazione, quella frase dice molto altro e vorrei che il mio partito tornasse ad essere quell’agorà che non si accapiglia su quali slogans sono più cool, più smart e più sexi, ma che tirasse fuori pensieri da pensieri per gemmazione, e poi li limasse, li affinasse, fino a quando non diventano lucidi e utili a farsi prassi.

Io per adesso mi fermo qui, ma avrei altro da dire su quella frase. Alla prossima.

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5 Comments to

“SIAMO NATI NON PER LASCIARE LE COSE COME SONO ……..”

  1. Avatar ottobre 19th, 2013 at 19:08 elisabetta barrella Says:

    Pensa che io non sono neanche sicura che non esistessero destra e sinistra nell’antichità…:-)
    Io e renzi siamo ossimorici.


  2. Avatar ottobre 19th, 2013 at 20:30 luciadelgrosso Says:

    Bah, direi di no. Destra e sinistra ci sono quando non c’è il pensiero unico. Nel mondo antico c’era sicuramente la lotta di classe, quella sì che è eterna, ma di destra e di sinistra si può parlare solo quando si oppongono visioni diverse.


  3. Avatar ottobre 19th, 2013 at 21:38 Angelica Lubrano Says:

    che tema intrigante , cara Lucia. Cos’è oggi la destra, cos’è la sinistra. Chi è il nemico di classe? Stato e mercato: quali rapporti?


  4. Avatar ottobre 20th, 2013 at 06:33 luciadelgrosso Says:

    Di questo dovremmo parlare al congresso.


  5. Avatar ottobre 28th, 2013 at 06:01 Susanna cenni Says:

    Condivido molto la tua riflessione, e sono impressionata dallo spazio che le semplificazioni hanno in questa nostra epoca (la sinistra che non cambia si chiama destra….oddio!!), semplificazioni…non si ascolta, non ci si ascolta, leggere e capire sembra diventato troppo complicato…ma io non voglio un paese dove il dialogo, il progetto di futuro sono contenuti nello spazio di un sms..e anche per questo sosterrò Cuperlo


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