Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

IL CONSENSO DI D’ALEMA

gennaio28

Massimo D'Alemaalla festa democratica del Pd milanese che si svolge presso il Carroponte di Sesto San Giovanni, 13 settembre 2013. ANSA / MATTEO BAZZIButto giù le mie impressioni sull’iniziativa di oggi di D’Alema proprio nell’ordine in cui mi sono venute (ho il foglietto degli appunti) e senza alcuna pretesa di sistematicità:

  1. 1.La politica non è immagine e un logo non è nient’altro che un logo, ma poiché sono decenni che confondiamo l’immagine con il simbolico, non dobbiamo cadere nemmeno nell’errore opposto di non preoccuparci di quello che dice al cuore un colore o una parola. Se no non si capisce perché sventolavamo tutte quelle bandiere rosse alle manifestazioni: per fare la corrida? ConSenso è scritto in campo verde e non c’è nemmeno uno schizzo di rosso. E si capisce anche perché, ma siccome ho già detto che questo non è un discorso ordinato lo dico dopo.
  2. Non è serio liquidare D’Alema con sufficienza, lo dico ai suoi detrattori da sinistra. Si può essere d’accordo o meno con la sua linea, ma è un politico che sa fare un discorso coerente, è intellettualmente onesto ed è coraggioso. E’ lui che sta suscitando burrasche nella bonaccia appena mossa da qualche borbottio in cui regna Renzi. Ci sono manovre, certo, ma tutto sottotraccia; si sollevano critiche, anche questo è vero, ma senza chiamare alla mobilitazione. Chi arma le truppe è D’Alema, onore al combattente;
  3. A proposito dell’archiviazione della battaglia referendaria tra il fronte del SI’ e quello del NO non mi trovi consenziente, D’Alema, te lo dico con stima. Io penso che quel discrimine vada mantenuto. Perché attiene a due diverse concezioni della democrazia, l’una orientata alla governabilità, l’altra alla rappresentanza. E perché il progetto del SI’ era organico a questo assetto europeo, mentre il NO era aperto alla riflessione e messa in discussione di tale ordine. Nessun progetto di ricostruzione della sinistra può rimuovere questo dissenso tra le diverse visioni alla base del SI’ e del NO. Capisco la necessità di un progetto inclusivo, ma come ha detto bene Calvi: “La missione di questo movimento, in continuità con l’ispirazione della battaglia referendaria, è soprattutto quella di coinvolgere il numero più largo di elettori e militanti del centrosinistra in uno sforzo di rinnovamento politico e culturale, anche perché siamo convinti che nei valori di libertà ed eguaglianza sanciti nella prima parte della Costituzione ci siano i fondamenti per un programma del centrosinistra”. Beh, D’Alema, lo sai anche tu che l’esplicitazione piena dei principi generali della nostra Carta richiede il dispiegamento della più ampia partecipazione democratica nei luoghi dove si decide. Chi voleva sacrificare questo metodo democratico alla governabilità non so quale contributo possa dare al rinnovamento politico e culturale.
  4. Non è un partito, ma è un movimento che per il momento rimane nel PD perché intende scalarlo al Congresso: ho capito bene? Se il Senso  dell’iniziativa è proprio questo ti dico subito, caro Massimo, che guardo con molto interesse e simpatia alla tua proposta: un conto è quando il campo che dovrebbe essere dei progressisti è ingombrato da un bullo senza senso dello Stato e per di più di destra (ma ci rendiamo conto della tragedia?!?!?), un conto è un centrosinistra dove la tua parola è forte. Quindi non mi troverai tra i critici e oppositori della tua operazione, anzi ti auguro il successo. Ma non sarò della partita. Il PD è irrecuperabile per due motivi: a) è venuto a maturazione l’equivoco che aveva contrassegnato la sua nascita, cioè il compromesso al ribasso delle culture da cui proveniva; b) la sua “connessione sentimentale” con il pezzo di popolo di cui era riferimento è così sfilacciata che non è più possibile recuperarla. Per cui il Congresso, che tu giustamente reclami, non potrà essere altro che uno spostamento di truppe da una leadership all’altra, ma senza l’apporto di passione di un’ampia partecipazione di uomini e donne. Sono scappati tutti e quei pochi che sono rimasti guardano il mondo con occhi diversi, per cui un congresso vero sulle idee non potra che essere divisivo: quale sintesi vuoi trovare con i fan del Jobs Act? Toccherà ad un altro soggetto il compito di ristabilire la connessione sentimentale, un soggetto che saprà parlare agli uomini e alle donne escliso dai fasti della globalizzazione, alle periferie ed al disagio con un progetto più preciso di quello di un generico progressismo;
  5. Per cui puoi rimettere da subito un po’ di rosso nei manifesti di ConSenso, tanto le posizioni si radicalizzeranno e forse non arriverete nemmeno al congresso. Renzi è una belva ferita e le belve ferite non sono inclini alla riflessione e all’analisi, mordono, incornano e tirano calci, prenotate il Colosseo per il congresso, sempre che arriverete a celebrarlo.
  6. Comunque, nonostante il quadro pessimista che ti ho descritto, hai il mio plauso. Hai fatto la cosa giusta: sarà probabilmente scissione e tu sei l’unico che avuto ha il fegato di averla messa all’ordine del giorno.
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4 Comments to

“IL CONSENSO DI D’ALEMA”

  1. Avatar gennaio 28th, 2017 at 22:19 Stefano Caroselli Says:

    Il PD attrazione fatale o trazione letale?
    Secondo me c’è molto poco di strategico e tanto…ma tanto.. opportunismo. La Sinistra che vuole andare con il PD non deve far altro che tesserarsi lì. Alla fine quelli che vogliono i “sedicenti o novelli” riformisti-progressisti ex ulivisti è, avere, da bravo ceto politico spiaggiato, la possibilità concreta di avere garanzie e anche in molti casi riproporsi, dentro un Partito strutturato anche se indebolito come il PD, un postarello in lista. Diciamo le cose come sono dentro quel 30% di consensi un posticino piccino picciò ci sara anche per loro “se agiscono da facilitatori”. Il PD rappresenta per costoro un succulento centro di gravità permanente. Sapete, è’ una faticaccia ricostruire un soggetto politico credibile e alternativo alle politiche liberiste attuate, proprio da quel centrosinistra che vogliono soccorrere, e quindi qualcuno è ben disponibile ad un ruolino ancillare e di riporto. Vuoi mettere entrare comodamente dentro un PD indebolito dalle ultime batoste elettorali locali e dal referendum costituzionale? Carpe Diem! Gli faranno ponti d’oro! C’è spazio, in fondo le sezioni sono vuote e i militanti abituati sempre ad obbedire e mai a dissentire! Anche se è da un anno che stanno raccontando per tutte le latitudini che quel partito ha subito una mutazione genetica e antropologica, anche se hanno dichiarato a mezzo stampa che il PD è il male assoluto, cosa importa? Poi i neofiti si adegueranno alla linea come tanti altri che hanno fatto il salto (Gennaro Migliore docet!) e la normalizzazione del dissenso a Sinistra ad uso e consumo dei soliti noti è cosa fatta! Capite che a fare volantinaggi, attaccare i manifesti, stare alle manifestazioni, ritornare in mezzo al popolo che hai ingannato, disilluso, e tradito con l’approvazione di leggi di tutt’altro segno è dura! Parlare ad un ceto medio divorato dalla crisi, mettersi contro le lobbies, le multinazionali e i poteri forti europei? Correggere le politiche monetarie e liberiste della Merkel? E addirittura del FMI? Rivitalizzare la Sinistra Europea a partire dal PSE? Ma chi glie lo fa fare? Ma che stiamo scherzando? Tengono famiglia e (poca voglia di lavorare pancia a terra) per un progetto di alternativa nazionale ed europea di Sinistra. Comprendiamoli poveretti! Come dite? E la Buona Scuola? I manifesti razzisti della Lorenzin sulla fertilità? Gli esodati della Fornero che son rimasti lì? L’APE che per avere uno straccio di pensione ti costringe ad indebitarsi con le banche per vent’anni i poveretti che non vorrebbero evitare di crepare di lavoro? Il Job Acts a tutele crescenti? L’azzeramento della lotta all’evasione e il fisco più comprensivo con i ricchi ! I Dpef fatti con la logica delle mancette elettorali sotto elezioni e sotto referendum? La connivenza parentale o politica con i crack delle banche fiorentine e non? le alleanze con Berlusconi e Verdini? Le Primarie taroccate per battere gli avversari interni al PD con l’aiutino delle destre locali? La questione morale tradita e tirata come un elastico delle mutande a seconda delle convenienze? Gli attacchi contro tutto il sindacato ma sopratutto contro e sempre la Cgil? Fare la quinta colonna dei petrolieri e degli industriali alla Marchionne e salutare con il CIAONE? Lottizzare enti pubblici, banche, municipalizzate? Mafia capitale a Roma? Scherzavano e in fondo hanno scherzato anche eleggendo a segretario e Presidente del Consiglio Renzi che non è cattivo è un burlone! Avete visto che lui è la sua squadretta fiorentina che aveva promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta sul referendum costituzionale è rimasta tutta lì? E il 60% degli italiani che ha votato No a quella riforma? e la migliore legge elettorale del mondo detta Italicum fatta votare anche con metodi delinquenziali e con ben 3 voti di fiducia a maggioranza e mezzo Parlamento presente e adesso stracciata dalla corte costituzionale (come i decreti Madia che volevano togliere i poteri alle regioni per poter meglio privatizzare i beni comuni a partire dall’acqua) ? E’ per questo che adesso, dopo 1000 giorni inconcludenti e aggravati sul piano dell’occupazione, dell’economia, dei rapporti con l’Europa, dei servizi sociali e dei trasporti… la Sinistra Italiana dovrebbe andare o tornare, a seconda dei casi, dai piddini pentiti alla D’Alema e Prodi, Cuperlo (quello del lodo a correzione dell’Italicum) e Speranza che lodava il provvedimento della Fornero o trovare ospitalità, dentro il calderone dei bracchi da riporto alla Pisapia….Perchè in fondo loro…”scherzavano”! e che cavolo non avete il minimo senso dell’umorismo! Non siate rancorosi e soprattutto dimenticate……Ma non vedete che grande progetto politico di “sinistrati” sta venendo fuori? Ora sì che saremo veramente competitivi contro il populismo del Movimento 5 stelle! O no? …Mi sfugge qualcosa? Ma tanto ci sono i grandi strateghi del PD che ci aiuteranno a trovare la giusta via! Come sempre!


  2. Avatar gennaio 29th, 2017 at 09:08 Natale Says:

    Mi trovo d’accordo con le due riflessioni. Fare politica significa scegliere da che parte stare. Finora a me e’ sembrato sempre molto chiaro quali interessi difendeva e rappresentava il PD. Però è un po’ difficile essere forza credibile a sinistra fuori e dentro il PD. Soprattutto dentro.


  3. Avatar gennaio 29th, 2017 at 12:00 Stefano Caroselli Says:

    Tomaso Montanari:
    … Sinistra Italiana, lega la sua ragion d’essere all’esito della battaglia tra il clan renziano e D’Alema, per conservare il controllo del Pd aspettando di sapere se riuscirà o non riuscirà a rientrare nella foto di famiglia della sinistra italiana per sapere che fare? domande legittime, ma non tali da dominare il dibattito del congresso della “nascita” di Sinistra Italiana, con conseguente conta interna tra minoranza e maggioranza e posizionamenti di ceto politico, beh allora sarebbe finita prima di cominciare. Piero Calamandrei alla radio nel febbraio del 1955 raccontò di una causa in cui c’era un signore ossessionato dall’ obiettivo di danneggiare i propri vicini. Luí difese quei vicini appellandosi all’articolo 844 del Codice Civile: il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri. Una strategia antica, come il dividi et impera, costui si dilettava al dar fuoco in casa sua per affumicare (e quindi confondere) il vicino del piano di sopra. Che Pisapia, Bersani e D’Alema non si offendano se dico che la proposta di un Campo Progressista organico al PD a prescindere, a tutto a che fare con questa strategia, osteggiata da Calamandrei..


  4. Avatar gennaio 29th, 2017 at 14:01 Lucia Del Grosso » IL CONSENSO DI D’ALEMA | NUOVA RESISTENZA antifa' Says:

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