Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

IL PROBLEMA DELLE ALLEANZE DEL NUOVO SOGGETTO DELLA SINISTRA

ottobre24


FUTUROASINISTRACome ragionerei io se dovessi decidere le alleanze elettorali in occasione delle prossime amministrative.

Provo a rappresentare il nostro modello di democrazia.

A capo c’è un leader che civetta con l’ immagine di uomo solo al comando, ma in realtà non lo è. Infatti il leader di altri tempi, quelli della democrazia organizzata in partiti, non era uomo solo al comando perché doveva rispondere alla sua organizzazione di riferimento, mentre il leader della democrazia post moderna deve “manutenere” il suo potere con continui mercanteggiamenti o scontri (che anche in caso di vittoria qualche ferita la infliggono) con altri detentori di potere (seppure minore, ma che comunque pesa) o soggetti che in qualche modo possono resistere.

Nel caso nostro l’uomo-solo-al-comando-Renzi ha candidato obtorto collo De Luca in Campania, perché altrimenti gli avrebbe fatto vedere i sorci verdi, e non riesce a liberarsi di Marino, che sta facendo vedere i sorci verdi al suo (di Renzi) scudiero Orfini. E giù per li rami dal centro alla periferia, perché anche De Luca ha i suoi vassalli detentori di pacchetti di voti.

Quindi in realtà il leader dei nostri tempi è solo al comando come era solo al comando l’imperatore medievale che se la doveva vedere con i feudatari. Cioè in faticosa e pericolosa compagnia.

Quindi se oggi si parla di democrazia è solo per inerzia, in realtà siamo in presenza di un regime che niente altro è che una costellazione di rapporti feudali in cui il cittadino può trovarsi in  due  situazioni:

1) fa parte del giro, nel senso che il legame con un punto della catena feudale gli assicura grandi o piccoli privilegi;

2) ne è escluso e allora o è un garantito di suo per status sociale (ma ha continui travasi di bile nell’assistere all’andazzo) o è una debole monade in balia degli eventi, se non è già uno scarto sociale.

Quindi questo sistema rappresenta al limite solo il cittadino di cui al punto 1), il che è una grave diminutio della democrazia, che invece si fonda sulla rappresentanza. Anzi, la rappresentanza è consustanziale alla democrazia.

Ed è un sistema non scalabile dal cittadino sub 2) se non per cooptazione in quanto non c’è opposizione strutturata: centrosinistra e centrodestra cambiano solo nelle facce sui siti istituzionali, non a caso Fini può dire che a Renzi non c’è alternativa e nessuno salta dalla sedia. In realtà la piramide feudale vale per tutti e due i campi, anzi spesso si penetrano, generando il bizzarro fenomeno di leader di centrosinistra che vengono eletti con pacchetti di voti provenienti dal centrodestra.

Si comprende perciò il voto a Grillo, nell’illusoria speranza di scardinare questo sistema. Il problema è che senza una visione di società e un progetto di governo cosa potranno mai produrre gli eletti dei 5 Stelle se non replicare questo sistema di legami destrutturati, che poi è un naturale surrogato del governo in assenza di Politica?

Ed è in questo quadro che a mio parere si deve sciogliere il nodo delle alleanze alle prossime amministrative del nuovo soggetto costituente della sinistra.

Prima si decide se, come e con quale percorso trasformare questo sistema e poi , la risposta alla domanda “con il PD o contro il PD” sarà più semplice: dove si è in presenza di un sistema necrotico, asfittico, paludoso non va accettato nessun compromesso con la speranza di poter incidere per produrre il cambiamento. Se il sistema è marcio è una favola che lo si possa trasformare occupando un posto nella stanza dei bottoni: tanto i tasti sono bloccati. E sarebbe inoltre una scelta minimale che svierebbe dal lungo cammino che deve intraprendere una nuova sinistra per riconquistare la democrazia e i diritti dei lavoratori. Laddove invece sussistessero le condizioni per mettere in campo nuove energie e una nuova progettualità della città con soggetti non compromessi del PD non ha senso il pregiudizio. Anzi, i pregiudizi non hanno mai senso in politica. 

Ha senso la direzione verso la quale si rivolge il cammino, poi si scelgono i compagni di strada. 

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2 Comments to

“IL PROBLEMA DELLE ALLEANZE DEL NUOVO SOGGETTO DELLA SINISTRA”

  1. Avatar ottobre 25th, 2015 at 06:23 manuela cirone Says:

    Il problema e’ : come facciamo a far capire ai nostri elettori che a Roma siamo contro il Pd mentre a Milano siamo con loro? Adesso sto facendo un esempio ma sui territori il problema con la base esiste realmente.


  2. Avatar ottobre 25th, 2015 at 14:12 luciadelgrosso Says:

    Esiste sì! Però se si dà una motivazione sostenuta da un pensiero coerente si può far capire. E comunque penso che dovremmo prima discutere della nostra identità, poi delle alleanze.


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