Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

BERSANI CONOSCEVA I SUOI POLLI

gennaio28

Penso che Bersani non si intenda solo di mucche e tacchini, ma anche di polli. E la vicenda delle candidature PD ha disvelato di che natura sono i polli circolanti in quel partito in tutte le aree correntizie, anche in quella bersaniana. 

Sono parole di Renzi: «E’ una disperazione far fuori 150 uscenti… C’è quello che ti dice ho il mutuo da pagare, l’altro che ti fa sapere che gli manca una legislatura per la pensione, un altro che accampa un buon motivo….». 

E tutti questi mutui accesi e tutte queste pensioni da maturare non sono certo concentrate in area renziana, molte sono anche in quella ex bersaniana, cuperliana, ex dalemiana ……..

E noi, che ascoltavamo increduli le acrobazie dialettiche di Bersani, Speranza e altri ritardatari nel lasciare il PD, di fronte all’immondo spettacolo dei questuanti davanti la porta chiusa di Renzi, dobbiamo ammettere che sì, qualche motivazione l’aveva, il Bersani, a tirarla per le lunghe. Me lo immagino guardarsi intorno e soppesare il grado di autonomia di ciascuno dei “suoi” dal sistema di distribuzione di posti, incarichi e altri vantaggi e poi allargare le braccia sconsolato nel chiedersi: “Chi mi seguirà fuori dal PD?”.

E c’è voluta la legge elettorale per convincere un po’ di polli a lasciare il PD, mentre altri sono rimasti a farsi tirare il collo da Renzi in una nottata di mattanza. 

E io gliene ho dette tante al Bersani per la sua mancanza di coraggio, e le confermo tutte, per la perdita di tempo, per la corda lasciata a Renzi, per …. per …. per ….. e non c’è bisogno di spiegare, la notte dei lunghi coltelli dice tutto. Ma una piccola lancia, no, un manico di scopa, facciamo uno stuzzicadenti, via, dobbiamo per onestà spezzarlo per Bersani e i ritardatari, quella era la loro aia e quelli erano i loro polli.

E dobbiamo pure ammettere che tanti anni di scempio della politica ha evoluto, o meglio involuto, i polli ruspanti dei partiti che conoscevamo un tempo in questi polli da batteria che beccano in tutti i partiti e tutte le formazioni politiche e sarà dura rimettere insieme una dialettica politica decente con questi volatili. 

Ma prima c’erano i partiti che facevano la selezione della specie e portavano in Parlamento i polli ruspanti, ora c’è l’appuntamento elettorale che cernisce quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo in una grande zuffa: vincono i rapaci. 

E mentre si consuma questa tragedia immane c’è chi strepita di paracaduti e paracadutati, come se i polli paracadutati fossero tutti di batteria e quelli dei territori tutti ruspanti. Ma da dove verrà mai questa bizzarra convinzione che i territori siano i migliori selezionatori della classe politica? Bah, di notte tutti i polli sono grigi (erano le mucche, ma non fa niente) e questa è la notte più lunga e nera della politica. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MA LIBERI E UGUALI NON E’ IL PCI E IL PD NON E’ IL PSI

gennaio15

C’è anche chi sostiene per giustificare l’accordo elettorale tra PD e L&U nel Lazio che il PCI era all’opposizione di governi nazionali di centro-sinistra però poi amministrava gli Enti Locali con il PSI.

No, non potete dire sul serio e per svariati motivi:

  1. vi pare che i rapporti di forza tra PCI e PSI fossero equivalenti a quelli tra L&U e PD? Che cos’è, l’ennesima manifestazione sbilenca di realtà percepita? Erano rapporti di forza ribaltati;
  2. ma anche se i rapporti di forza non fossero stati così favorevoli al PCI, stiamo parlando del PSI, anch’esso partito saldamente ancorato alla rappresentanza dei lavoratori. Il PCI non doveva misurarsi in nessun braccio di ferro con il PSI per imporre scelte  a favore dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati, nei trasporti, nella sanità, nell’edilizia popolare, nell’idea stessa di città. Il confronto poteva vertere sull’attuazione concreta, su alcune priorità, magari anche su istanze non proprio nobili (tanto del PCI che del PSI), ma non su interessi di classe divergenti: PCI e PSI guardavano allo stesso pezzo di società;
  3. vi pare che L&U e PD condividano lo stesso riferimento sociale, come nel caso di PCI e PSI? Se è così ditemelo, devo essere incorsa in un drammatico equivoco dando la mia adesione a L&U;
  4. quanto all’impegno del PSI nei governi di centro-sinistra: c’era il trattino, che in politica non è un segno di punteggiatura, è l’indicazione della presenza di autonomia e di vivacità dialettica. Infatti il PSI impresse il segno ai governi di centro-sinistra, i socialisti non erano al governo per fare le belle statuine;
  5. e infatti, se vogliamo ricordare solo il primo governo di centro-sinistra, con l’appoggio del PSI di Nenni, nel 1962 viene istituita una commissione per la programmazione economica e, in dicembre, viene nazionalizzata l’industria dell’energia elettrica con la nascita dell’Enel. All’inizio dell’anno successivo vengono adottati i provvedimenti di riforma della scuola, con la realizzazione della scuola media unica e l’estensione a 14 anni della frequenza obbligatoria. I governi del PD ci hanno invece regalato il Jobs Act, la Buona Scuola, un aborto di riforma costituzionale e altre nefandezze;
  6. ma sicuri che non confondete il PSI con la DC? Perché in tal caso il teorema cade: nelle giunte di sinistra la DC non c’era;
  7. assodato comunque che il PD non è il PSI, purtroppo non è nemmeno la DC. Ne siamo stati fieri avversari, ma non si può negare che la DC, con tutti i suoi difetti, non fosse indisponibile alla mediazione. Il PD invece è nato con la tara genetica dell’arroganza maggioritaria: agli alleati non chiede contributo dialettico, ma solo di portare l’acqua con le orecchie;
  8. basta?

ALCUNI CONSIGLI DA UN’ELETTRICE DI LIBERI E UGUALI

gennaio7

Alcuni consigli da un’elettrice di Liberi E Uguali:

  1. Lascerei perdere la retorica della responsabilità. Nella migliore delle ipotesi è pleonastica: esiste una forza politica che si dichiara irresponsabile, che ha nel programma di governo lo sfascio, che rivendica la goliardia al potere? Perfino i 5Stelle tentano di acquisire una patente di responsabilità, al prossimo “resp …… ” un’ondata di crisi isteriche investirà il Paese.
  2. Responsabilità dovrebbe significare pensiero politica rigoroso e coerente. E non è che non ce ne sarebbe tanto bisogno in un Paese dove la forza politica di governo propone di abolire il canone RAI per caricare il servizio pubblico sulla fiscalità generale ahahahahah, i radicali presentano una lista con i cattolici ahahahahah, il partito di maggioranza mette 8 fiducie per far approvare una legge che favorisce l’opposizione ahahahahah e ogni giorno ci riserva una barzelletta.
  3. Ma nell’immaginario collettivo responsabilità non significa quanto sopra, bensì evoca l’accondiscendenza alle ragioni del mercato, che pretende meno Stato, salvo quando deve sgraffignare dal medesimo; evoca la riforma e il chiagni e fotti della Fornero; evoca il doppiopetto dei manager e dei mandarini dei ministeri; evoca la carota al popolo, ma somministrata dalla parte sbagliata.
  4. A proposito, eviterei pure la parola riformismo, che era una bella parola quando il riformismo era progressivo, ma in questi tempi tristi il riformismo è regressivo.
  5. Non mi alleerei con il PD alle elezioni regionali, né in Lombardia, e mi pare che qui il caso sia archiviato, né nel Lazio, dove la tentazione di alcuni è ancora forte. Che c’è, che il problema del PD è solo l’arroganza e la scostumatezza di Renzi, e non un’intera classe dirigente che ne ha condiviso le scelte e persevera? E poi, con quale vantaggio? Il PD è come il mito di Mida al contrario: tutto quello che tocca diventa monnezza.
  6. De Angelis sull’Huffinghton Post registra gli umori della dirigenza di Liberi E Uguali riguardo a Grasso e alla sua poca vivacità e incapacità di scaldare gli elettori di riferimento. Ma va’, viene da Marte Grasso, era sconosciuto ai più? Non era stato scelto per la sua immagine rassicurante di uomo delle istituzioni? E allora cos’è questo sbalzo d’umore? Io sposterei le preoccupazioni dalla figura di Grasso alla strategia complessiva di Liberi E Uguali, vedi punto seguente.
  7. Liberi E Uguali è determinata a uscire dalla sindrome da caduta del muro di Berlino e conseguente accettazione dell’orizzonte senza alternative capitalistico globale? Se sì,  la sua ragione d’essere deve sostanziare: a) una critica radicale dell’esistente; b) una speranza in un futuro senza sfruttati e sfruttatori. Nel mezzo un riformismo progressivo con lo sguardo fermo su a) e b), non per compiacere l’Europa cameriera dei signori padroni del mercato. Di guardiani dell’esistente ce ne sono già troppi, palesi e travestiti, compresi i 5Stelle la cui rivolta antisistema si risolve nell’abbattimento del 40% del rapporto debito/PIL tagliando la spesa pubblica, bel programma liberista. 
  8. Le alleanze post voto? Pazienza se non saremo così responsabili da correre in soccorso di un governo qualsiasi, a me pare più da irresponsabili proseguire nelle dissennate politiche di favori al mercato.
  9. Non vi do consigli sull’Europa, non saprei nemmeno da dove cominciare, mi pare che la riflessione sul tema sia ancora a “caro compagno” e questo non contribuisce certo alla caratterizzazione forte di Liberi E Uguali. 
  10. Non fatemi pentire del mio voto a Liberi E Uguali.

befana

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