Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

LA VOCE DEL PADRONE DE BENEDETTI

luglio10

De Benedetti non rilascia interviste, parla attraverso il suo giornale, basta e avanza.

L’ha fatto solo quattro volte, in momenti cruciali, come ha tenuto lui stresso a ricordare.

Questa è la razza padrona, quella che crede di essere come il papa: infallibile quando si pronuncia ex cathedra.

La razza padrona che possiede i giornali quando rilascia interviste è ex cathedra, quindi non rilascia interviste per esprimere opinioni, ma detta indirizzi. Cioè dà ordini a quelli che non hanno ancora capito dalla linea del giornale.

E che ha detto ex cathedra la razza padrona? Che se Renzi non si sbriga a cambiare l’Italicum vota NO al referendum e gli smonta il pazziarello (trad.: giocattolo) con cui ha giocato per due anni.

La creatura (trad.: il bambino) si comporta appunto come una creatura che ha combinato un guaio: non se ne assume la responsabilità. Adesso “l’Italicum è una buona legge, ma il Parlamento è libero di cambiarla“, ma un anno fa “Non c’è cosa più democratica di mettere la fiducia. Se passa il governo va avanti, altrimenti va a casa. Cosa c’è di più democratico di chi rischia per le proprie idee? E’ tempo di coraggio, non di rimanere attaccati alle poltrone“. Un anno fa “o così o così”, ora “fate un po’ voi”.

Adesso si tratta di decidere chi è più rintronato: se Renzi che ha combinato il massacro o quelli che glielo hanno fatto fare.

Perché che l’Italicum fosse non solo una pessima legge, ma nemmeno funzionale agli interessi convergenti di Renzi e della razza padrona, era prevedibile già dal 2013, quando le elezioni ci hanno consegnato un’Italia spacchettata in tre. Quindi una potente tempesta di cervelli che riesce a concepire? Una legge elettorale pensata per il bipolarismo in un Paese che in realtà è elettoralmente tripolare. Complimenti.

Le emeroteche sono piene di avvertimenti a Renzi, ma lui se ne accorge solo ora, cioè quando si sveglia il padrone e insieme alla colazione ordina pure le modifiche all’Italicum. Complimenti pure alla razza padrona per i riflessi pronti.

Quindi in questa gara di rincoglioniti non saprei a chi consegnare la medaglia, anche se forse la razza padrona un punto l’ha messo a segno: distruggere la memoria storica di almeno due delle tradizioni politiche che erano confluite nel PD, cioè quella del PCI e quella della sinistra democristiana. Asfaltate completamente per lasciare il campo libero al liberismo più sfrenato e ai porci comodi di “lor signori”.

E’ gente che non cambierà mai: tutta presa dal “particulare” e dai propri interessi immediati, senza capacità di alzare lo sguardo all’orizzonte e di curare il destino della nazione: pagine e pagine accorate di intellettuali hanno raccontato questo vizio storico delle classi dominanti italiane, cioè assecondare e non guidare i processi e arraffare il risultato immediato, senza una visione lucida. Ma mi pare che in questo ultimo arco di storia i signori del vapore abbiano raggiunto l’acme della cialtroneria: chi ha accompagnato con la banda la marcia trionfale di Renzi mentre pasticciava i suoi capolavori di riforme? Io o Repubblica?

Ora fanno dire a Franceschini che la partita è tra “sistemici” (e complimenti pure al vocabolario) e forze antisistema. Ideona! Basta una ritoccatina all’Italicum e il tripolarismo torna bipolarismo e si è risolto il problema. E sempre senza il terzo incomodo di una sinistra di classe che rappresenti i lavoratori e si opponga efficacemente all’ordoliberismo dell’austerità a spese dei più deboli.

No, grazie, non è questo il mio “sistema”.

P.S.: il mio pensiero è sempre rivolto a quei compagni impegnati nella costruzione del nuovo soggetto politico Sinistra Italiana, ma ancora sensibili al richiamo della foresta tutti-insieme-appassionatamente-contro-i-barbari-e-i-cavenicoli. Vi è chiaro, dopo quest’ultima farsa, che in realtà lo scontro non è tra civiltà, seppure da emendare, del centrosinistra e barbarie grillo-legaiola, ma tra due cupio dissolvi uno più devastante dell’altro? E che  il soccorso rosso alle giunte di centrosinistra non farà altro che puntellare il bipolarismo alla Franceschini, ultima trovata di una élite padronale che aveva fatto male i conti? Busseranno alla vostra porta per pasticciare l’armata Brancaleone “sistemica”. Ma anche a quella di tipi come Verdini. Non aprite quella porta.

 

 

 

I TIPI DELLA DIREZIONE DEL PD

luglio5

DE LUCADicono che ieri si sia riunita la direzione del PD. In effetti c’erano alcuni tipi che parlavano uno dopo l’altro e alcuni hanno anche pronunciato interventi con un senso, condivisibile o meno. Solo che io dubito che quella fosse la riunione di un partito che una quindicina di giorni fa ha ricevuto una solenne mazzata elettorale. Si vede che l’hanno presa bene.

A dire la verità qualcuno manteneva il necessario stato di lucidità per registrare questo problemino, ma i più parevano non avere ancora smaltito la sbornia del 40% del 2014.

Il tipo che ha parlato all’inizio, che mi risulta essere il leader di quella compagnia di buontemponi, ha detto che è difficile fare l’analisi del voto delle amministrative perché le elezioni si tengono in posti distanti chilometri. Penso che per semplificare abbia in mente di far svolgere le amministrative tutte nella stessa città, secondo me ne parlerà presto con quell’altra tipa che fa le riforme, quella con il padre in banca.

Ah, è importante: forse, messo di buonumore dalla battuta sulle amministrative sparse per l’Italia, un comico ha pensato di trovarsi nell’ambiente suo, cioè il cabaret, e si è esibito in uno spettacolo di cui è memorabile la freddura sulla bambola e la donna sindaco. E gli altri ridevano, ridevano, ridevano ahahahahahah.

Insomma è montato un clima goliardico e ne ha approfittato un altro, che però non è un comico, ma un atleta campione della disciplina “salto dal carro del vincitore un minuto prima che diventi perdente”. Ha vinto tutte le medaglie. Ha detto che l’Italicum ha un difettuccio, uno solo, poca roba: il premio alla lista e non alla coalizione. Pare che uno seduto giù in fondo abbia gridato: “Buona idea, ma dov’è questa coalizione per prendere il premio?”. Il tipo si è guardato intorno e ha visto solo Verdini.

Però in questo raduno festoso c’erano anche alcuni imbucati: erano quelli per il NO alla riforma costituzionale. Hanno chiesto il permesso di mettere un banchetto in un angolino, dove non dà fastidio a nessuno. Per far vedere quanto sono democratici in quel partito la proposta è stata messa ai voti e ha ottenuto un successone: gli 8 voti della mozione li hanno contati subito, i voti contrari li stanno ancora scrutinando. 

E’ stato tutto molto divertente, ma la cosa che mi fa ridere di più è questa: CHE C’E’ ANCORA GENTE IN SINISTRA ITALIANA CHE VUOLE FARE ALLEANZE CON QUESTI!!!!

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