Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

E’ COSI’ CHE LA SINISTRA PD CONTA DI RIPRENDERSI IL PARTITO?

dicembre31

SinistraDemMa possibile che io mi debba imbestialire pure alla fine dell’anno?

Leggo l’intervista di Bersani sul Corriere della Sera. Molte riflessioni giuste, anche se continuano a lasciarmi perplessa le critiche a Renzi fatte con il tono del padre che riprende il figlio un po’ birbaccione, che poi è come fare una tiratina di orecchie al bambino pestifero che ha dato fuoco alla casa  giocando con i fiammiferi.

“Fatico a pensare che gli italiani percepiscano la riforma del Senato come l’appuntamento epocale. È un passo in avanti, per quanto contraddittorio, ma è sbagliato appendere tutto lì. Cercherei di mettermi in sintonia con quel che pensano mediamente i cittadini, che hanno altre preoccupazioni e sensibilità”. E qui mi inferocisco!

  1. Anche il fascismo non fu mediamente percepito come un pericolo, tanti processi furono sottovalutati nel corso della Storia e perciò ci sono le classi dirigenti: per avvertire dei pericoli e trovare il modo di evitarli.
  2. Non è un passo in avanti, caro Bersani, tanto è vero che dicesti che il combinato disposto tra la riforma del Senato e l’Italicum era una follia. Cambiato idea?
  3. Non è che sdrammatizzando la riforma costituzionale disinnesti il referendum che Renzi ha indetto su se stesso. Renzi farà i fuochi di artificio durante la campagna referendaria e gli spari copriranno la tua flebile voce che sussurra: “Discutiamo nel merito della riforma”.
  4. Faccio seguito al punto 3. Come hai in mente di gestire la campagna referendaria? Dicendo che la riforma costituzionale è una quisquilia? Ah, sì? Quindi è per questo che i Padri Costituenti hanno previsto il referendum se le modifiche alla Costituzione non sono approvate da almeno i 2/3 dei parlamentari? Perché non è materia interessante, eh? 
  5. Pertanto, che tu lo voglia o no, caro Bersani, Renzi ha già impostato la campagna referendaria nel senso di una lotta per la sua sopravvivenza politica e su questo tema chiamerà a raccolta tutto il partito, te compreso. Se il PD organizzerà i banchetti chiederà anche a te di presenziare. 
  6. Immagino che porgerai i volantini ai visitatori dei banchetti dicendo: “Ma no, non è una cosa seria, i cittadini hanno altre preoccupazioni, noi stiamo qui per far contento Renzi, se no si innervosisce, mica perché è una roba importante”.
  7. Però sulle schede referendarie sono riportate solo due opzioni: Sì e No. “Chissenefrega” non c’è, perciò i visitatori dei banchetti rimarranno molto perplessi.
  8. Siccome mancano alcune ore alle libagioni di Capodanno siamo ancora abbastanza lucidi e in grado di capire che ti stai precostituendo un alibi attendista: ancora una volta la Sinistra PD non prende in mano le redini, ma lascia fare agli eventi. Ci sono le amministrative di mezzo e potrebbero avere un esito catastrofico per Renzi. Ma per merito della Provvidenza, mica della Sinistra PD, che invece farà diligentemente la campagna elettorale per le amministrative dopo aver piazzato un po’ di candidati. Peraltro con l’aspettativa di ottenerne il più possibile: la paura di un disastro elettorale potrebbe consigliare a Renzi di essere di manica larga nelle candidature in quota Sinistra Dem.
  9. Tutto un po’ “vediamo che se po’ fa’, ma senza rischiare il culo”.
  10. Fammi capire, Bersani, è questa la strategia per riconnettere il PD con l’elettorato di sinistra e riconquistare il partito?

Buon anno, eh!

 

IL PERSONAGGIO DELL’ANNO: LA MISERIA

dicembre27

Miseria

Dipendesse da me non avrei dubbi su chi proclamare personaggio dell’anno: la miseria.
Secondo me non ha rivali che le possano insidiare il podio.
Se dovessi farle una fotografia per la copertina di una rivista farei uno scatto a quella povera donna che ha rubato le caramelle in un supermercato per fare il regalo di Natale ai suoi nipotini.

Nel momento in cui il direttore del supermercato la coglie sul fatto e la fa arrossire di fronte agli altri clienti. Anzi, farei uno scatto di gruppo per cogliere chi tra i presenti abbassa gli occhi per rispetto alla miseria e chi si eccita al solo pensiero di raccontare al cenone della vigilia: “Sapessi che cos’è successo al supermercatoooooooo!!!!!! Uh ah oh!”.
Ma vorrei essere proprio brava per rappresentare la differenza con la povertà, che le somiglia, ma non è così sfigata come la miseria.

Perché la povertà va in giro con un vestitino liso, ma ordinato e pulito; la povertà cammina con la schiena dritta, ha solo un pezzo di pane, ma lo divide con gli altri; la povertà sa chi ha la colpa del suo destino e lotta insieme agli altri per un domani migliore; la povertà ha una speranza perché marcia unita.
La povertà è del Novecento, di prima della fine delle ideologie, quelle che ti facevano immaginare un mondo diverso.

La miseria ha il vestito strappato e non ha nemmeno l’orgoglio di rammendarlo; la miseria è la povertà vissuta in solitudine e ai margini; senza compagni con cui mettersi in cammino per una società più giusta; la miseria guarda le vetrine e desidera e sogna, per sé o per i suoi cari, come la povera signora, ma si sveglia in mezzo a due guardie, e le va bene se hanno un po’ di cuore; la miseria magari fosse il prodotto della disuguaglianza, è il prodotto dell’esclusione, sta fuori del recinto dove sempre meno privilegiati vivono nella sicurezza e nell’abbondanza. E non ha la forza di abbattere quel recinto, nemmeno immagina un mondo senza recinti, ma almeno a Natale ci vorrebbe sguisciare dentro.

Perciò è la miseria il personaggio dell’anno e degli anni postideologici a venire, gli anni di rassegnazione all’unico mondo che si riesce a concepire, gli anni della solitudine degli ultimi, gli anni senza progetto collettivo di trasformazione della società.

Vorrei poter raccontare in una copertina per una rivista tutto questo.

Ma io non so fotografare.

CONFLITTO O RAPPRESENTANZA DEGLI INTERESSI?

dicembre19

01-00268514000016Se fosse sopravvissuto un minimo di cultura politica diffusa in questo Paese dovrebbe essere chiaro a tutti lo squallore che si nasconde, e nemmeno bene, dietro la vicenda Boschi. Di cui la giovanotta è solo un perno, perché tante solo le viti che serrano questo governo ad un coacervo di interessi. Praticamente tutti, tranne gli interessi dei lavoratori e dei deboli.

Focalizzare il tema sul conflitto di interessi della Boschi è infatti come la famosa questione dito/luna: il problema non è se è entrata o uscita dal Consiglio dei Ministri mentre si discuteva del decreto, quante azioni ha, di chi è figlia, ecc. ecc. Il problema è che in un governo non dico di sinistra, ma almeno di svolta e cambiamento, la ragazzotta in macchina ministeriale figlia di quello che andava a piedi a scuola non avrebbe dovuto ricoprire nemmeno il ruolo di portaborse.

Perché la stucchevole favola della prima laureata in famiglia è un artificio retorico non si quanto efficace che invece di nascondere rivela i motivi per cui è stata chiamata al governo: a rappresentare una borghesia di antica o nuova ricchezza (apprendiamo che quella di suo padre è nuova, ma non ce ne fregava niente) che siede in decine di consigli di amministrazione (che raggiunge in macchina, sono finiti i tempi in cui si muoveva a piedi) anche di banche, così completa il giro degli affari con l’accesso a credito e fidi concessi spesso in maniera spregiudicata, in conflitto di interessi, dato che se li concedono da sé medesimi (e anche questo capitolo sta emergendo).

E di fronte a questa evidenza la posizione della sinistra PD che vota contro la sfiducia argomentando sull’inesistenza tecnica del conflitto di interessi è penosa: è chiedere troppo, a chi dice di volere rappresentare le ragioni della sinistra, di decidersi a porre il problema di questa provincia massona (Arezzo) che nomina ministri (la Boschi) e membri del CSM (Fanfani) che autorizzano un PM (Rossi) ad assumere incarichi di consulenza al governo (e si torna alla Boschi), mentre invece dovrebbe indagare sul padre della Boschi? Tutto un giro che non sembra di un governo di una nazione, ma di un condominio.

E a proposito di famiglia: i dirimpettai che si incontrano nel pianerottolo parlano della famiglia, non i ministri. I ministri spendono almeno una parola su chi si è ammazzato per la disperazione, non su quanto bene vogliono a papà. E c’è pure chi dice dalle colonne dell’Huffington Post che la Boschi ha fatto un figurone.

 

NON SOLO IL PADRE DELLA BOSCHI

dicembre12

BOSCHISiccome esistono precedenti di personaggi politici “dimissionati” sarebbe il caso di adottare sempre lo stesso metro.

E il metro è Josefa Idem che è stata buttata fuori dal governo per un’inezia relativa al pagamento dell’ICI. Ovviamente la stampa che ne reclamò le dimissioni rimuove la sua vicenda perché accostare l’esempio della Idem all’affare Boschi rischia di essere molto imbarazzante.

Il ministro Boschi è in conflitto di interesse perché il governo ha salvato la banca in cui cui suo padre ricopriva la carica di vicepresidente? Penso di no: credo che il governo avrebbe varato il decreto anche se non fosse stata coinvolta la Banca Etruria.

Ma sarebbe stata inserita ugualmente la norma che limita fortemente la possibilità di azionisti e obbligazionisti di avviare un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle banche in dissesto? Quella per cui prima di procedere occorre l’autorizzazione della Banca d’Italia? Chi ce lo assicura? Renzi che pronuncia la formula “Possa cadere il soffitto della Leopolda se ho pensato al padre della Boschi”?

Questa è la questione che pone Saviano e che non è per niente pretestuosa, come riconosce anche Bersani che ha dichiarato che il ragionamento generale di Saviano è giusto e condivisibile, salvo poi aggiungere che le conclusioni, ossia la richiesta di dimissioni, sono esagerate. Ma qui siamo nel campo delle aporie della sinistra PD, che denuncia, ma poi non è conseguente e pretenderebbe analoga irresolutezza da parte di Saviano.

E più si approfondisce la vicenda più affiorano aspetti inquietanti, come emerge dalla testimonianza dell’ex impiegato della Banca Etruria che ha rifilato l’investimento sòla al povero Luigino di Civitavecchia morto suicida: il direttore aveva indetto una gara di eccellenza nella fregatura, con pesanti richiami agli impiegati di banca con meno pelo sullo stomaco e più remore ad imbrogliare i clienti. Se l’ex bancario non è un mitomane e quindi le sue affermazioni venissero confermate, è ipotizzabile che i vertici della banca, tra cui il padre della Boschi, non sapessero niente di questo campionato del raggiro dei clienti? E se affiorassero altri particolari più raccapriccianti? E’ ragionevole il sospetto che quel codicillo sia stato inserito per attenuare gli effetti di un’indagine devastante?

Ma La Boschi non è la Idem, non è tipo da passi indietro, essere inseguita dal sospetto non la preoccupa. Non mi risulta che abbia rivolto una sola parola alla famiglia della vittima di questo imbroglio, al contrario si è scusata con il padre, al centro di clamori mediatici a causa del suo ruolo di ministro. Direi che un rappresentante delle governo dovrebbe rivolgere le sue preoccupazioni ad una cerchia un po’ più ampia della sua famiglia, specialmente se fuori del clan c’è un suicida. Ma questo purtroppo è il senso delle istituzioni della nostra classe dirigente.

 E sa anche che Renzi dovrà difenderla fino a quando non sarà un problema insormontabile per il governo e per lui stesso per due motivi: 1) la Boschi è l’eroina delle riforme costituzionali, il perno su cui ruota l’immaginario di questo governo del fare, la faccia che mostrerà nella campagna referendaria, volete che faccia crollare questo castello narrativo che si regge per metà sul mito della tenace Maria Elena? 2) suo padre è rappresentante di uno di quei mondi che sostengono Renzi, la direzione delle banche dai grandi emolumenti e dalle piccole responsabilità. Che devono rimanere piccole. Per questo la Boschi siede al governo, per difendere questi interessi.

Perciò non si comprendono le remore della sinistra PD a porre la questione della Boschi come se si trattasse di un volgare attacco personale: dietro il codicillo c’è suo padre, ma c’è anche un sistema di potere che agisce irresponsabilmente scaricando i costi della propria inefficienza sui cittadini e va combattuto perché causa ingenti danni sociali ed esistenziali. 

E non è una battaglia che va combattuta? Ecchissenefrega se la Boschi frigna che si vuole colpire lei tramite il suo papà. 

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