Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

ECCOVI 500 EURO E FATE UN PO’ VOI

novembre28

ACHILLE LAUROMolti hanno rievocato a proposito della colossale assurdità del bonus dei 500 euro ai diciottenni da spendere in libri ed attività culturali la scarpa destra e la scarpa sinistra di Achille Lauro.

L’unica differenza è che con il Comandante, come mi pare di ricordare fosse chiamato, l’elettore riceveva la caparra prima del voto e il saldo dopo. Ma non ricordiamolo a Renzi perché potrebbe accogliere il suggerimento e consegnare mezzo libro prima delle elezioni e mezzo libro dopo. Oppure far vedere il primo tempo di un film nell’ultima settimana di campagna elettorale e il secondo tempo a urne chiuse. E immaginate che schifezza di ricatto elettorale sarebbe se si trattasse di gialli.

Ma il confronto tra l’epoca delle scarpe destre e sinistre e delle mancette di compleanno non è del tutto congruo. Infatti Achille Lauro, benché non fosse il solo esponente politico a ricorrere a questi mezzucci infami per procacciarsi il voto, specialmente nel Mezzogiorno, tuttavia era coevo di una classe politica che provava a governare. 

Cioè era presente una classe politica che si assumeva la responsabilità di dare un indirizzo alla società, di organizzare la vita dei cittadini e che era convinta che la politica avesse una propria autonoma ragione distinta da quella del mercato. 

Insomma era una classe politica che in molti casi si sviliva nella semplificazione dell’azione politica e nella rincorsa alle istanze populistiche, ma in generale si metteva alla guida della Nazione e le dava forma. Altrimenti da Paese straccione distrutto dalla guerra non saremmo diventati una Stato moderno.

Oggi invece la semplificazione e le scorciatoie pur di non governare sono la regola.

A partire dal governo Berlusconi fino al governo Renzi: eccovi 500 euro da spendere, andateci al cinema, compratevi i libri, fateci quello che vi pare, basta che non chiedete ai politici di spremersi le meningi per organizzare la produzione e la fruizione della cultura, consumate al mercato.

Immaginate un sindaco che dice: vi do 500 euro e le buche delle strade ve le riempite voi, ciascuno davanti casa sua. Il principio è lo stesso: il cittadino fai-da-te come lo studente fai-da-te, con il suo budget da autodidatta invece di momenti collettivi di approccio alla cultura organizzati da chi ha il compito di farlo, cioè dagli eletti dal popolo.

E 500 euro a tutti indistintamente, al figlio del notaio come al figlio del cassintegrato, senza che il governo si prenda la briga di scegliere secondo opportunità.

E scegliendo una classe di età opportunisticamente in base a calcoli elettorali, ma a caso secondo i criteri del buon senso, a meno che non sussista qualche ragione che consiglia di istruire i diciottenni e non i quindicenni (a parte, appunto, che a 15 anni non si vota).

Facciamo i complimenti a questo governo fancazzista nonostante la retorica del fare. 

 

SU BASSOLINO, SULL’INCAPACITA’ E SULL’AUTORITARISMO

novembre24

BassolinoCommentare ancora la vicenda Bassolino è come sparare sulla Croce Rossa, ormai anche i media che suonavano il violino alla resistibile (ma non arrestata, anche per colpa dei violinisti) ascesa di Matteo Renzi hanno aperto gli occhi e ammettono che beh sì, in effetti in due anni di segreteria PD, volendo, ci sarebbe stato il tempo sufficiente per preparare qualche candidatura decente alle prossime amministrative; forse anche dare un’occhiata allo stato del partito non sarebbe stata una cattiva idea, visto che in primis non è detto che la società civile sia sempre in grado di tirare fuori sindaci dal cilindro e poi spiegatemi a che serve un partito se non è nemmeno in grado di proporre qualche amministratore.

Quindi finalmente gli organi di stampa si sono accorti che come segretario politico Renzi è una schiappa e lo scrivono. Bene, è già qualcosa.

Ma non basta, glissano su un altro aspetto che è altrettanto palese e ancora più preoccupante: il tentativo di coprire l’incapacità di esercitare egemonia con sortite autoritarie.

Il cambiare le regole quando non si sa giocare è autoritarismo. Il riscrivere le regole contra personam è autoritarismo. E tanto più le nuove regole sono ridicole tanto più è segno di dispotismo e arroganza. E meno male che si chiama Partito Democratico, se si fosse chiamato Partito si-fa-come-pare-e-piace-a-me non so cosa sarebbe capace di inventarsi.

E i violinisti di cui parlavo dovrebbero essere molto sensibili all’argomento, si dice che i media siano i baluardi della democrazia. Complimenti!

Anche perché non è una questione interna, non si tratta di Bassolino che si scorna con le altre bande del PD: il problema è che se un partito non ha nelle sue corde la democrazia non difende neanche quella del Paese. Volete una riprova?

Giorni fa il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Roberti ha detto che “dobbiamo esser pronti a cedere una parte delle nostre libertà”. Gravissimo, non vi pare? Chi ci deve difendere dalle minacce del terrorismo e della malavita organizzata, chi ha un approccio ideologico contrario ai principi e ai fondamenti di quelle istituzioni democratiche e liberali di cui è custode?

Avete udito una richiesta di dimissioni, una dichiarazione del tipo “Ma che stai a di’?”, una richiesta di chiarimenti da parte del PD, Partito Democratico, nonché principale partito di governo?

Silenzio tombale, erano occupati a cambiare le regole delle primarie per accoppare Bassolino.

Volete sapere chi ha lanciato l’allarme? Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico.

Un Massone, seppure di una loggia che si definisce democratica.

Beh, stavolta la loggia ha dato almeno l’impressione di tenere un po’ in considerazione quell’aggettivo. 

Il PD ce l’ha solo sui manifesti. 

Dite che l’Italia è in buone mani?

IO MODERATAMENTE PACIFISTA

novembre14

bataclanConsiderazioni di una moderatamente pacifista.

La sinistra ha sempre vissuto una drammatica contraddizione: ripudia la guerra, ma siccome non sempre la si può evitare allora la sua frangia dal pensiero più naif mette in scena lo psicodramma. 

Una delle manie compulsive è quella di travestirsi da agnello di dio che accoglie tutti i peccati del mondo: siccome l’Occidente si è macchiato delle colpe del colonialismo, dell’imperialismo, delle dittature allora …… Allora che? 

Gli Stati Arabi del petrolio non sono paradisi di angioletti, al contrario istigano alla guerra contro povera gente colpevole solo di aver voluto trascorrere una serata ad ascoltare musica o ad assistere una partita.

Quindi, posto che l’Occidente ha perpetrato nei secoli gravi crimini e persevera nel presente, ora un nemico efferato ci minaccia e non è che lo si può fermare offrendogli le scuse.

Quindi se D’Alema dice che è guerra, è un po’ debole la risposta: “Incosciente, tanto la guerra non la fai tu, mandi a morire la carne da cannone”. La controreplica è: “Anima bella, guarda che sei già in guerra pure tu, te l’hanno dichiarata quelle bestie che irrompono nel locale dove dove pensavi di rilassarti in santa pace e ti prendono in ostaggio, centellinando le esecuzioni per aggiungere terrore a terrore”.

Quindi la differenza tra destra e sinistra non risiede nel diritto a vendere cara la propria pelle.

Ma c’è. E’ nei fini e quindi nel nemico.

Il fine della destra è quello di difendere la paccottiglia di disvalori di cui si nutre il turboliberismo: egoismo, competizione, edonismo, desiderio smodato e immediatamente fruibile. In questo quadro anche la religione è di disturbo, perché richiama alla sobrietà e al solidarismo. Quindi il nemico deve essere tutto l’Islam, compresi, anzi, principalmente i disperati che fuggono da fame e guerre. Perfetti per il dispiegamento della guerra dei poveri: brutti, sporchi, cattivi e ora anche terroristi. 

E’ quello che vuole anche l’Isis: pare che il passaporto ritrovato accanto ad uno dei kamikaze della strage di Parigi è stato identificato come appartenente ad un rifugiato siriano registrato a Lesbo il 3 ottobre, secondo la dichiarazione del vice ministro dell’Interno greco Nikolaos Toskas rilasciata alla tv greca Antenna news. Ma che gentili questi terroristi ad agevolare i lavori di identificazione! Non c’è una volta che si dimentichino di mettere nel portafoglio il passaporto quando escono per fare un attentato. Evidentemente ci tengono a far vedere quanto siamo stati poco attenti alle frontiere, in modo che le serriamo definitivamente e dividiamo il mondo in due: noi occidentali civili di qua e i barbari islamici di là, cioè lo scenario della guerra di religione.

Il che, oltre ad essere criminale, è anche una strategia perdente. C’è un Islam che è il primo nemico dell’Isis, c’è il Bardo cosparso di sangue, ci sono Paesi arabi in prima linea contro l’Isis. C’è un Islam che è un alleato naturale nella guerra contro l’Isis perché è la prima vittima di quei mostri. E’ chiaro o no che quello che chiamiamo l’Isis è lo Stato Islamico e quindi contende i territori agli altri popoli arabi? E’ chiaro che nessuna strategia politica e militare può reggere se non coinvolge  in primis il mondo islamico? 

Ed è questa la guerra che la sinistra non deve combattere, quella dei due mondi, ma che finiremo per combattere perché nello scontro tra due pensieri semplici e senza costrutto, “guerra totale contro l’Islam” e “no alla guerra senza se e senza ma”, prevarrà la prima miseria del pensiero, quella che si nutre delle paure.

PS: proprio adesso in televisione ascolto un accorato appello a non pronunciare la parola “guerra”. Vabbè, facciamoci del male. 

LO SPAZIO A SINISTRA DEL PD

novembre8

SERRACCHIANIIo vorrei che Serracchiani, Guerini e l’intonato coro renziano mi chiarissero che cosa intendono con “non c’è spazio a sinistra del PD”, ammesso che almeno loro lo sappiano.

Secondo me nemmeno sono sfiorati lontanamente dal pensiero che esista non una completa sovrapposizione, ma almeno un rapporto, tra spazio elettorale e spazio di rappresentanza degli interessi. Per loro questi due ambiti sono confusi nell’illusione del bel tempo che fu del 40,8%. 

Ma non è vero per nessuna delle due categorie, nemmeno per l’unica che considerano, cioè lo spazio di consenso. Infatti hanno completamente rimosso il l’astensionismo che ad ogni elezione sfonda il record di quella precedente, che non è il bacino di Grillo, altrimenti l’avrebbero già votato (elementare Watson).

Quindi come facciano a non vedere che una forza politica alternativa al PD come Sinistra Italiana appena battezzata al Quirino abbia davanti a sé una vasta prateria da brucare per me rimane un arcano. Per cui consiglierei di derubricare il mantra da “non c’è spazio a sinistra del PD” a “lo spazio c’è, si deve vedere se sarete capaci di occuparlo”: già è più sensato.

Ma si può dire di più: se si alza il livello da ragionamenti di breve periodo da amministratori delegati, cioè “fare il bottino subito”, al perseguimento di obiettivi politici di medio-lungo periodo, cioè la funzione che manca a questa nuova razza di politici predatori, allora assume rilievo il secondo ambito, cioè lo spazio come rappresentanza di interessi. Che, a seconda di come è efficace l’azione politica diventa anche spazio di consenso acquisito, ma che comunque in una democrazia inclusiva e non escludente, è uno spazio che bisogna percorrere. E qui, data la mutazione del PD da forza di centrosinistra a forza di centro che guarda a destra, non si apre una prateria, si apre un continente.

Perché la retorica vuota sugli obiettivi di questo governo, alla quale si è aggiunta la perla di oggi della felicità-tà-tà (non starà pensando di cambiare il nome da Partito Democratico a Partito Della Felicità? Troppo rischioso, potrebbe non prendere i voti dei coniugi traditi e dei fidanzati lasciati) nasconde l’amara verità che ci sono pezzi deboli di società che il PD non rappresenta e che depriva delle risorse a favore dei possessori delle case di lusso. Togliendo la TASI al 90% dei proprietari di case, ma lasciandola al 10% dei ricconi, invece di fare loro questo regalo, si recupererebbero un miliardo e 800 milioni di euro da destinare alla povertà, come ha detto ieri Fassina al Quirino. Ma il PD non è il partito degli infelici, quindi quelli con la faccia depressa perché non arrivano nemmeno a metà mese si devono accontentare di 600 tristi milioni.

Chi rappresenta questi ultimi? Chi rappresenta i lavoratori offesi dal Jobs Act? Chi rappresenta i cittadini delle zone inondate, franate, degradate deprivati delle risorse per mettere in sicurezza il territorio stornate per costruire il Ponte sulla Stretto? E sono solo esempi.

Vedete questo spazio, Guerini e Serracchiani?

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