Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

L’IMPORTANTE E’ ACCORDARSI

settembre26

WALTER TOCCILo dico a quelli che “ma anche nel partito laburista ci sono anime diverse e poi alla fine Corbyn si è ripreso il partito”.

Balle. 

Nel partito laburista inglese Corbyn ha mediato quando c’era da mediare, ma ha mantenuto la sua autonomia quando l’accordo era impossibile. Cioè nel 99% dei casi. “Ma come si fa a votare contro il governo del mio partito” è un pensiero che non alberga nel cervello di Corbyn: se è il caso lo fa. 

In Inghilterra vige il bipartitismo e quindi è fatale (fatale, non normale, ecco perché detesto il bipartitismo) trovare nello stesso partito il diavolo e l’acqua santa. Ma l’acqua santa è attenta a non mischiarsi con il diavolo. E questa è la ragione per cui Corbyn ha potuto contendere la leadership del partito ai bleariani, con i quali non ha niente a che vedere. 

Nel PD invece l’acqua santa si impone di redimere il diavolo (deve essere il nostro retaggio cattolico), ma siccome non ci riesce allora lo dice.

Come nel caso della riforma del Senato, vicenda approdata al tarallucci e vino dopo roboanti annunci di lotta dura senza paura. 

Notare l’assurdità di tutto il percorso: su una riforma del Senato tutta sbagliata, sia nello specifico che nel combinato disposto della legge elettorale, ci si è infilati nel budello senatori eletti dai cittadini sì/no, facendone un casus belli, mentre doveva derivare dalla qualificazione del ruolo del Senato, che invece è confuso e pasticciato. Il resto, e cioè che una maggioranza/minoranza, in termini elettorali anche del 25%, potrà fare e disfare come le aggrada grazie ad una Camera di nominati, è stato oggetto di feroci dichiarazioni, ma non è stato quello il campo di battaglia. La madre di tutte le battaglie è stata la fottutissima elezione dei senatori. E anche lì si è mediato e peggio ancora non si capisce nemmeno quello che si è mediato, tra elezioni e ratifiche di elezioni. Tanto per confermare l’intento di Bersani di approvare una norma semplice e lineare (Azz!). 

Non occorre avere la palla di vetro per immaginare che Renzi imporrà la più diabolica delle leggi elettorali per il Senato che la sinistra PD voterà disciplinatamente, mica si può fare casino dopo averla spuntatahahahahah sull’elezione dei senatori. 

Poi ci sarà il referendum e lì noi se divertimo ad ascoltare la sinistra PD difendere la parola agli elettori nell’eleggere i senatori, mentre si parlerà d’altro e cioè che con questa riforma “Si affidano le sorti del paese all’arbitrio di una minoranza che diventa maggioranza per i rinforzi artificiali del premierato invece che per i consensi liberamente espressi dai cittadini”, come ha detto Walter Tocci nel suo intervento al Senato il 23 settembre.

E poi ci sarà il congresso del PD nel 2017 e la sinistra PD tenterà di emulare Corbyn, forte delle battaglie annunciate, ma non combattute. Anzi, scegliendo oculatamente le battaglie in qualche punto delle retrovie dove è più probabile strappare un accordicchio, come in questo frangente della riforma del Senato, facendo l’occhiolino: “Il metodo Mattarella, eh!”.

Immagino che il programma con cui la minoranza si presenterà alle primarie sarà: “Come sappiamo accordarci con la maggioranza noi nessuno!”.

Se Corbyn si fosse candidato con questo programma adesso non parleremmo di lui. 

PERACOTTARI

settembre19

BARRACCIUVolevo intitolare questo post “La peggio classe dirigente”, ma poi ho optato per “Peracottari” perché mi sembrava azzardato associare la gentucola che ci governa alla definizione di classe dirigente.

I lavoratori del Colosseo effettuano un numero importante di ore di straordinario per garantire il servizio e invece di venire ringraziati non vengono pagati da novembre dell’anno scorso.

Una classe dirigente degna di questo nome che dovrebbe fare? Trovare le risorse per liquidare a questi lavoratori il dovuto! Invece scambia epoca storica e pensa di trovarsi nel Medioevo per cui ritiene di poter esigere le corvées.

Pertanto la poraccitudine al potere limita il diritto di assemblea e di sciopero dei lavoratori ricorrendo alla decretazione d’urgenza (dov’è l’urgenza, ci sono altre assemblee programmate in giro?). Della serie: “Non sono capace di risolvere il problema del vostro stipendio, perciò voi non dovete protestare se no si vede che sono inetto”.

Però questa vicenda svela i meccanismi che hanno portato alla svolta autoritaria nel nostro Paese. Come potevano “lor signori” (cit.) accelerare la conversione dell’Italia da democrazia della rappresentanza a regime della stabilità del governo (vedi il combinato disposto di riforma del Senato e Italicum)  e della società (vedi lo schema autoritario della rinforma e del lavoro)?

Radicando nel Paese una cultura favorevole o indifferente all’autoritarismo.

Cioè eliminando gli antidoti del virus fascistoide, cioè trasformando i partiti da sentinelle della democrazia ad apparati di propaganda della nuova democrazia muscolare e “decidente”.

La concomitanza del crollo del muro di Berlino e Tangentopoli avevano già sfibrato i soggetti portatori storici dei valori della Resistenza, si trattava di fare in modo che dalle ceneri di quella cultura non risorgesse più nessuna classe dirigente capace di difendere i lavoratori e la democrazia.

A questo serviva la retorica sui partiti apparato, casta, burocrati e autoreferenziali: ad impedire ai partiti di disporre di un gruppo dirigente eccellente sottraendo ad essi la responsabilità e la decisione nella scelta dei propri quadri, che ora sono affidate a ridicoli gazebo.

In modo da scegliere i nuovi tra i più gigioni e confermare i vecchi tra i più flessibili alle mode mediatiche, cioè i meno coerenti.

Solo così è diventato possibile l’impossibile: che un partito, erede della storia e dei valori di forze politiche che hanno profuso il sangue dei loro militanti per combattere il fascismo, ora mostri i muscoli contro i lavoratori e non contro “lor signori”.

La deriva autoritaria nella quale siamo affondati è perciò strettamente connessa all’inefficienza dei metodi di selezione dei dirigenti e amministratori politici, a sua volta derivante dalla dissoluzione dei partiti. La fine dei partiti non può che condurre ad una classe dirigente mediocre, dato che viene scelta in mezzo alla strada con i gazebo o per cooptazione degli yesmen. Essendo inetta è autoritaria. Cioè lo schema è: “Siccome non so governare la complessità dei problemi e quindi non so fare sintesi, allora si fa come dico io e fine delle trasmissioni”.

Qualcuno vuole la svolta autoritaria per assestare il colpo finale ai diritti dei lavoratori. Qualcun altro è complice per incompetenza. 

 

SE NON SI PUO’ SI FA SENZA

settembre12

RENZI AEREOApprendo che alla festa de L’Unità di Bologna si è svolto il dibattito: “Se non si può, si fa senza: la sfida della spesa pubblica”. Secondo me andavano bene pure “Vorrei tanto, ma non posso: smantelliamo lo stato sociale” oppure “Né pane né brioches: il welfare oltre Maria Antonietta”.

Che non si può l’ha sempre detto la destra. Infatti la vera distinzione tra destra e sinistra risiede nel fatto che la destra ritiene la società in preda all’istinto di sopraffazione insito nell’Uomo – quindi la società non è migliorabile per tutti gli uomini, vincono solo i più forti e quelli capaci di fare da soli – mentre la sinistra pensa che il mondo possa e debba essere trasformato in un luogo che assicuri benessere e sicurezza a tutti. 

Quindi alla festa dell’Unità di Bologna si è tenuto un dibattito su temi di destra. Perciò ora alla destra per distinguersi non resta che invadere la Polonia. Solo che non ha le divisioni sufficienti e allora Alfano e un’altra decina di esponenti di NCD si candideranno nelle liste del PD.

Non ho idea delle risultanze del dibattito alla festa de L’Unità di Bologna, cioè di cosa il PD ritienga si possa fare senza.

Sicuramente non si può fare a meno  del nuovo aereo di Stato da 200 milioni di dollari, con camera matrimoniale munita di bagno per il presidente e la sua consorte, spazi di lavoro con divanetti e tavolini per il suo staff, la possibilità di imbarcare giornalisti che seguono l’agenda internazionale di Palazzo Chigi e soprattutto la comodità di non dover effettuare scali nei viaggi lunghi.

Beninteso, io non ci troverei niente di indecente nel comprare un mezzo decoroso per raggiungere gli altri capi di governo, ma, visto che è il PD a predicare che se non si può si fa senza, mi chiedo in base a quale scala di valori far fare bella figura al premier con la camera da letto nell’aereo sia un’assoluta priorità.

Invece possono fare senza gli esodati, forse perché non sono decorativi  come i mobili della camera matrimoniale se li si imbarca sugli aerei di Stato.

Non possono fare senza i proprietari di prime case sontuose, ai quali, in base a non si capisce quale criterio di giustizia, sarà tolto il fastidio di pagare la TASI, anche se abitano in un castello.

Ancora qualche esempio per comprendere che dietro la rassegnazione di quel “se non si può si fa senza” si nasconde un chiaro segno di classe? C’è qualcuno che può fare senza più degli altri, ed è sempre e puntualmente il più debole e il più bisognoso. 

Per le destre. Ma era un dibattito della festa de L’Unità di Bologna la Rossa. 

11 DOMANDE AI RESISTENTI NEL PD

settembre6

MILITANTE PDSommessamente, perché io ai “resistenti” nel PD voglio bene: ho resistito pure io parecchio.

I resistenti sarebbero, per capirci, quel popolo di cui parla Bersani, gente che prova “disagio” a militare nel PD. A parte che la parola “disagio” è un eufemismo, dato che molti si esprimono sul PD in termini ancora più virulenti di quanto faccia io, che ne sono uscita sconsolata, quello che mi preme sapere è quale percorso politico immaginano. Perché in un partito normalmente si sta senza provare imbarazzo. Ma voglio ammettere anche una permanenza con il mal di pancia, purché però si intraveda il percorso per arrivare alla fine del tunnel.

Quale sarebbe questo percorso? Io non lo intravedo neanche lontanamente, ma sono pronta a ricredermi se qualcuno mi dirà come conta di sciogliere i seguenti nodi:

1) l’ipotesi è quella di riconquistare il partito nel 2017, quando si svolgerà il congresso? Ammesso e non concesso che il progetto riesca, poi? Il partito è una casamatta? E’ una postazione bellica su cui piazzare la bandierina? O è una comunità di donne e uomini con una cultura, riferimenti sociali, aspettative da tradurre in linea politica? 

2) E com’è il profilo del popolo del PD che maggioranza e minoranza attuali si contenderanno al prossimo congresso? Ne esistono almeno due: quello che accoglie numeroso e caloroso Bersani alla Festa de L’Unità e quello che si eccita alle sboronate di Renzi. A me sembrano due popoli non solo diversi, ma inconciliabili.

3) Facciamo questo esercizio di immaginazione: è ottobre 2017 e si stanno svolgendo le primarie tra il campione uscente Renzi e lo sfidante boh, facciamo Speranza? Più un outsider, tanto per non farci mancare niente. Siamo sotto il cielo: vince Speranzahahahahah. Perché, voi riuscite a rimanere seri? Pensate che le truppe cammellate azzurre, verdiniane, sciolte civiche assalteranno i gazebo per votare Speranza o chi per lui?

4) Ah, ho capito, il vostro asso nella manica è cambiare le regole delle primarie. E come no! Basta presentare una mozione in direzione. Che, vi ricordo, è quasi totalmente renziana o similrenziana. Lasciamo perdere.

5) Ma sono partita dalla premessa che l’attuale minoranza vincerà il congresso e la manterrò. Come conta di entrare in “connessione sentimentale” con l’altro popolo, quello che applaude Renzi insieme a Marchionne a Cernobbio? Quel popolo orgoglioso dei “fatti” di Renzi dopo 20 anni di “quegli altri”? Quel popolo entusiasta di immani porcherie come l’Italicum, il Jobs Act, la riforma della scuola e le genialate che saranno messe in cantiere nei prossimi 2 anni (ci potete scommettere)?

6) E quindi veniamo al punto: l’attuale minoranza sta contendendo a Renzi questa maionese impazzita di ultraliberisti e antiliberisti, conservatori e progressisti, individualisti e solidaristi? Per attuare quale programma, di grazia? 

7) Sicuri che il popolo attratto da Renzi resterà nel PD? E per trattenerlo gli direte che quello che è stato è stato e le mirabolanti riforme di Renzi non saranno toccate? Quindi contate di governare l’Italia con l’impianto che nel frattempo le avrà dato Renzi, Italicum, Jobs Act, riforma della scuola e annessi e connessi? O si fa solo qualche ritocchino?

8) In alternativa, contate di abrogare o correggere i capolavori di Renzi? Non credo ci siano altri casi nella storia di partiti che riformano le proprie riforme di due anni prima. Poi però si chiama l’ambulanza, eh!

9) Ma torno di nuovo al punto della fisionomia del popolo del PD, poiché un partito è prima di tutto un popolo. Ma veramente pensate di ricucire la frattura tra le due o più culture che convivono come separati in casa e nemmeno serenamente, ma in lite continua? E come, con l’esortazione che rivolge una volta una maggioranza, una volta l’altra, ad accettare il responso delle primarie? Vi risulta che abbia funzionato negli ultimi anni? 

10) E come faceva a funzionare quel patetico invito (non importa da chi rivolto) ad inchinarsi al responso dei gazebo che incoronano un leader (e consacrano la sua linea politica) senza un dibattito, una discussione partecipata per ricercare una sintesi? Che poi è anche questa la ragione per cui il PD non ha un popolo, ma bande che si fronteggiano su Facebook e Twitter: senza dibattito organizzato e nelle sedi proprie com’è possibile costruire una cultura comune?

11) Ma dare vita ad un nuovo soggetto politico che sciolga questi nodi, no, eh?


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