Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

SINDROME DI STOCCOLMA

luglio30

INCAZZATURAAssistendo alle mirabolanti imprese di Matteo Renzi non posso fare a meno di chiedermi come possano tanti amici e compagni con una lunga storia di battaglie democratiche e solida cultura di sinistra non dico a scappare a gambe levate dal partito, ma almeno a non spellarsi le mani dagli applausi. Alcuni che erano stati suoi fieri oppositori in ben due primarie (e bisogna essere convinti, eh!) ora si sbracciano ai miracoli della “risorsa”. Che per adesso, per la verità, è soltanto uno: quello di avere portato il PD al 40%. Ma, attenzione che è importante, non sull’onda di successi nell’attività di governo, che non ancora se ne vede ancora nemmeno mezzo, bensì grazie ad una linea di credito che gli è stata concessa dagli elettori: questa è la volta buona che uno ci risolve la crisi economica, istituzionale e morale.

Ora, che gli elettori si aggrappino a questa speranza lo si può pure capire, specialmente in Italia, dove siamo abituati a rivolgerci all’uomo della provvidenza di turno.

Ma non mi capacito di gente abituata a spaccare il capello in quattro a qualsiasi opzione politica rimanga incantata di fronte a uno che:

1) fa le scarpe non ad un avversario politico, ma ad un suo compagno di partito, e questo per inaugurare la sua carriera di segretario del PD;

2) improvvisa le riforme con Verdini e invece di avviare un sereno e proficuo percorso costituente scatena un vietnam in Senato;

3) nel merito delle riforme di cui sopra fa mettere le mani nei capelli ai più autorevoli costituzionalisti del paese;

4) si inventa, non si capisce se lui o Verdini, un sistema in base al quale chi ha il consenso del 25% del corpo elettorale (perché tanto basta, considerato l’elevato astensionismo) fa asso piglia tutto di governo e di istituzioni di garanzia, roba che in confronto la legge truffa del 53% era un gioiello di democrazia;

5) in Europa urla e sbraita per la flessibilità (che già è acqua di rubinetto dato che per scongiurare il tracollo c’è bisogno di ben altro, cioè di imprimere un forte impulso alla crescita) e anche rispetto a questo obiettivo minimo porta a casa zero e porto zero;

6) propone come Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza comune la Mogherini, le fa dire che è un’incompetente (sissignore, hanno detto proprio così), agita D’Alema come minaccia (molto fine!), quelli rispondono: “Pensane un’altra e ce la vieni a dire a settembre” e allora lui: “Io fatto nomi? Ioooooooooo?????? Ma quando mai!”;

7) dà 80 euro ai lavoratori con i redditi più bassi (che poi sarebbe di per sè cosa buona e giusta), ma, attenzione anche qui, si tratta di minori entrate, quindi bisogna tagliare da qualche altra parte, per cui l’effetto sulla domanda aggregata è zero, con la conseguenza che non ti puoi stupire che non riparta l’economia;

8) minaccia ogni 5 minuti il ritorno alle urne anche se sotto la presidenza di turno del Consiglio europeo è una barzelletta e anche in tempi normali è comportamento da bambino dell’asilo;

9) i guai de L’Unità partiranno pure da lontano, ma non mi pare che non ci dorma la notte;

10) se gli obietti i punti da 1) a 9) sei gufo e rosicone.

Ecco, mi chiedo come facciano compagni estranei a questa concezione del partito e delle istituzioni non dico, ripeto, a sopportare questa democrazia per le spicce (e la democrazia non può essere per le spicce, ma proprio per definizione, eh!), ma addirittura a fare “Ooohhhhhhhhh” come i bambini di Povia.

C’è chi dice che pensino che alla fine Renzi sarà vittima dei suoi stessi limiti, dell’approssimazione e improvvisazione con cui affronta le questioni, ma per adesso se sei incudine lasci indisturbato il martello fare scempio di quel residuo di cultura politica sopravvissuto al ventennio berlusconiano.

Ah sì? E pensate che dopo che avrà portato a termine il combinato disposto Senato di nominati/Italicum, dopo che avrà sommerso sotto un diluvio plebiscitario qualsiasi opposizione interna e esterna, sarà uno scherzo riaprire una prospettiva  per la sinistra in Italia, eh?

Eh, ma per ora non si può che cercare di trattare …….. A parte che l’atteggiamento per esempio di Orfini, con quella sua dichiarazione “Caro Nichi, a rompere l’alleanza è chi blocca le istituzioni per impedire una riforma che era nei programmi della sinistra da quando non ero nato” non mi pare proprio trattare, sono i rapporti di forza che sono sproporzionati: i patti si fanno se si è in grado di farli rispettare, specialmente con un tipo refrattario a mantenere la parola come Renzi. Altrimenti è meglio mantenere le proprie posizioni e continuare ad essere punto di riferimento del proprio popolo, prima che fugga.

Oppure si spiega con la sindrome di Stoccolma: io non me ne intendo di squilibri psichici, ma mi pare che sia quel disturbo per cui se non puoi scappare da chi ti tiene in ostaggio te lo fai piacere.

 

IL POPOLO DELLA SINISTRA PD

luglio26

TRISTEZZASu tutte le bacheche facebook e gli account twitter che mi capita di frequentare si sta combattendo la battaglia campale per decidere se democrazia l’è morta.

Mi sento in colpa per avere fatto l’imitazione della Svizzera, ma ho l’impressione che da tutte e due le parti della barricata la stiano prendendo a cazzotti.

Incominciamo dall’esercito del “colpo di Stato”: attenzione, che le vittime di Pinochet, dei colonnelli e di tutti gli altri dittatori che si sono insediati in seguito a colpi di mano se ne potrebbero avere un po’ a male e magari augurarci cinque minuti della loro stessa sorte. Non per cattiveria, ma tanto per insegnarci a contare fino a dieci prima di dire simili fesserie in corteo.

Ma c’è un altro motivo: la democrazia è relativistica e non sposa fini e valori assoluti, neanche relativamente alle forme che deve assumere. Per cui un Senato di nominati, una maggioranza del 25% del corpo elettorale che fa asso piglia tutto, i tempi di discussione in aula contingentati sono declinazione dei principi democratici, anche se a me fanno orrore.

Chi invece pensa che la democrazia è così o cosà e chi si discosta dal così o cosà è un golpista colloca la democrazia su una nuvoletta dell’Empireo già vestita e infiocchettata e non si accorge che così contraddice l’essenza stessa della democrazia, che vuole invece essere vestita e infiocchettata dagli uomini attraverso una libera discussione possibilmente senza insulti.

Ma siccome per natura non sono cerchiobottista me la prendo di più con la sassaiola che proviene dagli altri barricaderi che, pur risiedendo nel recinto della democrazia, non le stanno facendo un gran favore.

Perché, pur essendo la democrazia relativistica, su un principio non transige: il metodo attraverso il quale vengono scritte le sue regole.

Su questo è suscettibilissima. Per lei non esistono gufi e rosiconi, chiunque ha critiche da muovere non ha che da argomentarle. E se l’argomento è che è demenziale che chi ha il 25% dei consensi del corpo elettorale elegge il presidente della Repubblica e le altre cariche costituzionali, merita una risposta nel merito, non battute offensive ed inconferenti sugli emolumenti che perderebbe, della serie dove-vai-porto-arance.

E se è vero che i 7800 ementamenti contengono anche riferimenti deliranti a dume,  diete, gilde ed altre anacronistiche assemblee, è altrettanto vero che padre costituente come Dio comanda capirebbe che il muro contro muro non fa una nuova Costituzione, fa macerie.

Veramente un vero padre costituente dovrebbe possedere il dono della lungimiranza, per cui avrebbe previsto questa gazzarra e l’avrebbe evitata impostando un percorso diverso dall’inizio, senza strattoni. Ma da una ventina d’anni a questa parte i premier hanno imparato a mettere le mani davanti, per cui quelle che in un paese normale sarebbero sconfitte diventano colpe degli altri. E la gente ci crede pure.

Per cui non andrebbe avanti a contingentamenti dei tempi: quando nel 2005 fu la destra ad imporlo sulla riforma della Costituzione, mi pare di ricordare che la sinistra insorse. Ma quello era il vecchio PD, direbbe la Serracchiani. Neanche si preoccuperebbe di precisare che nel 2005 il PD ancora non c’era.

E allora non è un colpo di Stato, sangue non ne vedo scorrere, nessuno si è insediato al potere in una delle forme non previste dalla Costituzione, ma comunque non c’è da stare sereni, nel metodo e nel merito, a far mettere le mani sulla Costituzione a chi ha più interesse a dire: “Ho fatto una roba entro l’8 agosto” che a farla bene. Anzi, forse non gli interessa neppure farla questa “roba”. Tanto la colpa sarà dei gufi.

P.S. La sinistra PD a questo punto dovrebbe essersi resa conto che è in ostaggio: se a Renzi riesce questa “roba” perderanno il loro popolo perché saranno ritenuti corresponsabili, se non gli riesce saranno offerti alla piazza come i frenatori e non ci sarà ugualmente nessuno a difenderli perché ne abbiamo un po’ le balle piene del cadornismo e la stima, tranne che al povero Bersani, sta scemando. Poi quando Renzi vi farà fuori uno per uno girandovi troverete ,,,,, avete presente il Quarto Stato? Ecco, solo la prima fila.

LE SENTENZE SI RISPETTANO, MA SI COMMENTANO PURE

luglio18

PAROLACCE FUMETTIPremetto che non ho avuto ancora modo di leggere i commenti, per cui quanto segue è la catena delle mie reazioni all’assoluzione di Berlusconi:

1) ####******@@@@@@!!!;

2) le sentenze si rispettano, ma chi l’ha detto che non si commentano? I processi sono pubblici proprio per consentire il controllo della pubblica opinione. Se si fossero voluti inibire i commenti la legge avrebbe stabilito che i processi si devono tenere in località segreta e che né del dibattimento, né della sentenza deve trapelare nulla;

3) pertanto il mio commento è che questa sentenza è sconcertante. A quanto pare è normale chiamare la questura e raccontare balle per far rilasciare un fermato. Buono a sapersi. Dovesse succedere a mio figlio vado in questura e dico che l’ho concepito con Obama, è bianco perché ha preso dalla mamma;

4) la legge è uguale per tutti, ma provasse un tipo qualsiasi a mettere a libro paga i testimoni al suo processo giustificandosi con la balla della beneficienza;

5) No, non è l’accordo del Nazareno. Il potere giudiziario è diffuso, non si può governare la magistratura. Perciò i giudici hanno emesso la sentenza secondo coscienza; evidentemente l’esercito di avvocati di Berlusconi è riuscito ad imbrogliare bene le carte;

6) ha però influito l’aura di padre costituente di cui Renzi ha circonfuso Berlusconi? Grazie, Matteo, eh! Hai fatto un capolavoro!;

7) un retroscena accredita un clima sereno e di sollievo dalle parti renziane: potete immaginare quanto mi disturbino questi festeggiamenti mentre viene scritta questa brutta pagina della giustizia;

8) non lo so se questa serenità è giustificata: nell’immediato sì. E’ vero che Berlusconi è già un condannato che sta scontando la sua pena, ma vuoi mettere con un’altra condanna oltretutto più pesante? Imbarazzante!;

9) inoltre questa sentenza ha per il momento scongiurato il caos che sarebbe deflagrato nelle file di Forza Italia per cui Renzi può contare su un gruppo con qualche malumore, ma non nel pieno marasma ingovernabile;

10) ma si apre un altro scenario. Infatti il patto del Nazareno era squilibrato relativamente ai rapporti di forza: Renzi nella parte del leone e Berlusconi aggrappato alla speranza di limitare i danni. Questa è una ragione per cui non credo che l’assoluzione faccia parte degli accordi del Nazareno, oltre alla considerazione che esprimevo nel punto 5): a Renzi conviene tenere Berlusconi per le palle. In realtà Renzi il patto vero l’ha fatto con Verdini, con il quale ha rapporti consolidati ed è inoltre così spudoratamente trasformista da mettergli sulla scrivania gli studi elettorali ad usum delphini. Per cui lo scenario si incasina perché il cadavere resuscitato di Berlusconi potrebbe intralciare le manovre di Verdini che finora ha avuto mano libera. Se Berlusconi decide di riprendersi il suo ruolo cercherà di fissare paletti più favorevoli per sé e non è detto che Renzi riesca a gestire il nuovo fronte;

11) rimane ancora il terzo grado di giudizio: e se nel frattempo Berlusconi ritenesse utile fare il tira e molla fino a dicembre?

12) l’assoluzione non c’entra con il patto del Nazareno, ma quello rimane comunque un patto scellerato inquinato da implicazioni giudiziarie sia in caso di assoluzione che di condanna. No, Matteo, i patti in politica si fanno, ma non al buio e navigando a vista a seconda dell’alea giudiziaria, tanto più se l’oggetto sono le riforme costituzionali. Gli statisti veri non lo fanno.

I NUMERI DI VERDINI

luglio14

VERDINIDunque la Meli entra nella stanza di Renzi per intervistarlo e vede una cartellina sul suo tavolo. “Uuuuhhhhh! Che è?” “Icchè tu pensi? Che è roba uscita dal PD? Ancora con queste fisime PD-PDL-destra-sinistra? M’importa una sega nulla! Questi sono i numeri del mi’ amico Verdini”. E infatti è uno studio elaborato da uno che sapevamo essere del PDL che tranquillizza il segretario che sapevamo essere del PD che, sia che si voti con il l’Italicum, o con il Consultellum, o con il Democratellum, o con il Mattarellum o con il Mattarellum corretto, icchè vuoi che cambi, vince Irrenzi.

A parte che nel caso del Consultellum non è vero, cioè si verifica ugualmente la vittoria ma bisogna trovare qualcun altro con cui formare la maggioranza, l’inaudito è che in tempi normali in un paese normale un leader normale se li sarebbe piuttosto mangiati quei fogli pur di non rendere pubblica quella consorteria.

In tempi normali in un paese normale un leader normale tratta, media, concerta con l’avversario, ma difendendo il suo punto di vista, che è autonomo rispetto a quello dell’altra parte. E di sicuro non commissiona le proiezioni in seggi parlamentari, come nessun altro passo propedeutico o funzionale alla trattativa, ad uno dei massimi esponenti dell’altro schieramento, come se fosse un suo compare, perché anche quando si fanno accordi quello rimane e deve rimanere un avversario, cioè uno che ha interessi diversi. La convergenza subentra, ed è sperabile, semmai in seguito, all’esito della mediazione; collocata all’inizio del percorso significa rinunciare a rappresentare la visione della propria parte.

E, vedi come siamo conciati male, gli accordi dati per già fatti, una riforma al mese, faccio prima di adesso quello che gli altri non hanno fatto in 20 anni, può passare per una figata solo in un paese indifferente al come. Che se invece conservasse un minimo di pensiero critico, ma ormai è merce rara anche nella parte impegnata in politica, vorrebbe conoscere le ipotesi a confronto che devono all’origine essere distinte, per poi avvicinarsi nel corso del dibattito.

E invece è partito tutto da una marchetta a Renzi di Verdini, pensa te se può essere questo il metodo per legiferare nella materia elettorale, il fulcro della democrazia.

E in tempi normali in un paese normale i militanti normali di un partito normale avrebbero “Occupy” pure i bagni dei circoli, leggendo con quale sfrontata disilvoltura il segretario-premier commenta gli studi del suo consigliere-consigliore affittato da Berlusconi. Invece hanno Occupy tutte le sedie e le scrivanie perché il PD proponeva come Presidente della Repubblica Marini, cioè uno del PD. Ma quello era un volgare inciucio, mentre questo è un nobile  accordo costituente, oh yeah!

 

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