Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

PER ME NIENTE POP CORN

febbraio28

PESQui non è questione di cercare il pelo nell’uovo o rosicare o nun-ce-vonno-sta’ di noi donne e uomini che ci riconosciamo nella minoranza PD.

Certo che è una buona notizia l’ingresso (finalmente!) del PD nel PSE, ci mancherebbe.

Ma siccome ci piace “fare” (come al nostro Segretario) bene, e per fare bene si deve “pensare” prima di “fare”, ci chiediamo come ha fatto questo nodo gordiano a recedersi, dopo anni di discussioni, veti e fatiche di Bersani e del Dipartimento Esteri del PD (va detto, chi ha voglia di approfondire trova tutte le tracce di questo immenso lavoro) che avevano trovato ostacoli.

E invece improvvisamente tutti gli ostacoli si sono tolti di mezzo da soli, tranne Fioroni.

E io, convinta ed impaziente fautrice dell’adesione del PD al PSE, che ai tempi dei due maroni che ci facevano i cattolici li avrei presi a pedate, oggi mi ritrovo a dire che meno male che Fioroni c’è!

Perché non sono per niente d’accordo con lui, ma proprio neanche un po’, ma penso che il dibattito sulla contaminazione del pensiero socialista con quello cattolico ci arricchirà tutti e sarebbe bene seguirlo e parteciparvi, possibilmente senza pop corn e birra, che distraggono.

E non è distrazione accademica, serve a capire l’orizzonte di questo percorso comune che intraprendiamo con i compagni (Oooooooohhhhhhhhhh!) socialisti europei: direi che ce n’è proprio bisogno visto che siamo entrati nella famiglia socialista, ma senza sapere la parrocchia che frequenta.

E allora va bene aver finalmente trovato casa, ma adesso dovremmo capire che apporto portiamo come coinquilini, non è finita con il voto in direzione, caro Segretario, non è ancora “cosa fatta capo ha”.

E soprattutto confrontiamo nel partito, e tocca a te, caro Segretario, avviare la discussione, l’idea di sinistra in cui ci riconosciamo, se è quella che tu hai espresso nella prefazione all’edizione di “Destra e Sinistra di Bobbio, che scardina quasi completamente l’impianto che ne aveva dato il rimpianto Norberto, o quella di altri.

Perché il congresso che abbiamo appena tenuto nei gazebo queste questioni non le ha discusse, abbiamo distrutto foreste per stampare schede, ma di pensiero e di svisceramento dei temi centrali non s’è visto quasi niente.

Perciò attendo fiduciosa il dibattito. Senza pop corn.

IN PUNTA DI PIEDI

febbraio24

RENZI AL SENATOSul serio, volevo ascoltare il discorso di Renzi al Senato senza pregiudizi.

Se fossi stata lì gli avrei votato la fiducia. Non la fiducia sfiduciata o la sfiducia fiduciosa o la fiducia ma anche no o la sfiducia vorrei tanto ma non posso. Fiducia e basta, il resto è retorica, non ci sono i tasti per tutte quelle sfumature lì.

Prendi tutto quell’arcobaleno di giudizi e poi ne fai una sintesi. Che è quella che rimane agli atti.

E avrei votato la fiducia proprio perché ho criticato duramente la schizofrenia della nuova segreteria PD che con una mano twitta #Enricostaisereno e con quell’altra tirava schiaffi al presidente del consiglio dello stesso partito.Situazione insostenibile per il PD e per il  paese, ma la responsabilità ricada su chi l’ha prodotta, non sull’Italia.

Dice Rino Formica che la politica è sangue e merda.

Si sapeva dall’8 dicembre che Renzi, forte della sua maggioranza schiacciante, non si sarebbe logorato a guardare Letta.

Gli è stato chiesto di chiarire e lui ha chiarito. Un bel po’ di sangue, non solo quello di Letta, anche quello della ferita lacerante che ha inferto al partito e che forse non si rimarginerà mai. E tanta merda.

Ma ora occorre pulire e come al solito tocca ai responsabili.

Come Bersani, che ha ricevuto anche lui la sua bella dose di sangue e merda, tuttavia rilascia un’intervista a Sardo per l’Unità che gronda saggezza e umanità da ogni riga. Leggetela, insegna a rimanere puliti pure dopo essere passati per la più cruenta delle battaglie politiche.

Sul serio, volevo ascoltare il discorso di Renzi al Senato senza pregiudizi.

Ma ha iniziato così: “Signor Presidente del Senato, gentili senatrici, onorevoli senatori, ci avviciniamo a voi in punta di piedi ……….”.

E mi è tornata in mente quella tonnellata di merda e sangue scaricata gratuitamente per formare un governo che non ha nessun attributo in più di quello guidato da Letta, né un programma più efficace, né una maggioranza diversa.

E mi è tornato in mente il modo certamente non circospetto della defenestrazione di Letta, la gelida cerimonia della campanella, la beffa di quella volgare battuta sulla fine della ricreazione e la teatralità di tutti i passaggi dal giorno in cui si è tenuta la direzione del PD ad oggi.

E ho pensato che Renzi tra tutte le ipocrisie non ne poteva scegliere una più grottesca, fare professione di un’umiltà falsa come una moneta di 11 euro, lui che al governo ci è arrivato con tutto quel fracasso assordante, altro che in punta di piedi.

E ho pensato anche che questo paese ha un disperato bisogno di riforme e di atti di governo efficaci, ma ha soprattutto bisogno di ricostruire una moralità pubblica, di riconnettere il sentimento della nazione con le istituzioni e che quell’ennesimo sberleffo non va certo in questa direzione.

Auguri, Renzi.

RENZI VERSUS GRILLO

febbraio19

RENZI-GRILLOMa perché non c’è ancora un premio per le dirette streaming? Ci si dovrebbe pensare, può andare bene pure una sezione del Telegatto.

Perché dopo oggi dovrebbe essere ormai chiaro a tutti i normodotati che la politica non si costruisce lì, sotto le telecamere, ma altrove. In streaming si va solo per recitare il copione. E oggi ciascuno dei due ne avevano uno.

Renzi doveva giustificare con il muro opposto da Grillo l’aiutino che quasi certamente Berlusconi gli darà. (Che c’era da far vedere trasparentemente al popolo sovrano? Quello che si sapeva già?)

Grillo invece doveva motivare il suo no a prescindere. (Di nuovo: che c’era da far vedere ecc. ecc.? )

Fin qui non c’è niente di reale e niente di politica sotto la luce del sole: si tratta solo di seguire i consigli di qualche consulente che ti dice di che colore deve essere la cravatta e soprattutto se te la devi mettere, fa smart/cool non metterla.

Poi però bisogna anche aggiudicarsi il premio come migliore attore protagonista.

Ma è un’impresa impossibile se la commedia è brutta come quella di oggi.

E che la commedia fosse brutta lo si sapeva già: dal copione e dal coprotagonista.

E siamo d’accordo che Grillo è un saltimbanco, un guitto, una patetica maschera e un pagliaccio, ma mi piacerebbe sapere da Renzi perché non l’ha accompagnato alla porta per frenare la sua logorrea di insulti, soprattutto dopo aver definito umiliante il trattamento dei grillini riservato a Bersani: a confronto sembrava addirittura reverenziale.

E allora consiglierei a Renzi, da militante del PD, non solo di chiedere scusa a Bersani, ma di non cadere più nelle trappole dello streaming: magari si pensa di fare uno spottone, dato che non dovrebbe essere difficile con uno sconclusionato come Grillo, ma non se ne esce bene comunque, perché si risolve solo in un ennesimo colpo inferto alla credibilità della politica.

Piuttosto, se Renzi vuole impiegare meglio il suo tempo, si sbrigasse a trovare un nome, che ancora non c’è, per il ministero dell’Economia, impegno da cui paradossalmente stanno fuggendo tutti.

Oddio, apparentemente paradossalmente: se se pensa di fare politica sparando balle in streaming, poi è difficile trovare un ministro dell’Economia che faccia la parte dell’antipatico smentendo i proclami fatti sotto le telecamere: va a finire come Tremonti con Berlusconi.

Quello è un ministero che non va molto d’accordo con il varietà: i conti sono una roba molto seria.

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E’ UNO DEI MOMENTI PIU’ BELLI

febbraio15

RENZI MATTEOPensare che l’invito della minoranza PD a Renzi di assumersi le sue responsabilità invece di giocare al tira e molla con il governo fosse un trappolone è un altro segno dei tempi. Ormai tutto viene valutato in termini di ricadute sui destini personali e mai come soluzione politica.

Diciamo che il ragionamento era questo: non è che si può continuare con questo disturbo bipolare, il segretario del PD che spara sul presidente del Consiglio pure del PD è roba da neuro. Per cui o la finiamo di farci del male e farne all’Italia o si ricompongono le due figure.

Ed era chiaro a tutti già dai tempi delle primarie che Renzi non avrebbe mai sostenuto un presidente del consiglio del PD che non è sindaco, non è di Firenze e non è stato alla Ruota della Fortuna. Non è colpa sua, è più forte di lui.

Era chiaro a tutti tranne che agli amici lettiani, bravi, questo è il ringraziamento di Renzi per il vostro sostegno.

Quindi nessuno ha teso trappoloni a Renzi, gli si è chiesto di porre fine a questo manicomio.

Renzi ha risposto: “Preso!”

Per cui il voto a favore del documento che dà il ben servito a Letta da parte della minoranza del PD ha un suo perché.

Il problema non è smontare la sua coerenza, che c’è ed è pure rigorosa.

Il problema della minoranza PD è invece, paradossalmente, proprio la sua coerenza. Il problema è proprio la sua cultura politica, che la porta ad eleborare un pensiero complesso: in tempi normali sarebbe la grazia di dio e invece in questa fase dissociata è un handicap.

Perché il risultato del ragionamento sensato della minoranza PD è stato comunque quel documento approvato dalla direzione che di sensato non ha niente. Non risponde a nessun interrogativo: se il programma è lo stesso ( Si “assume il documento Impegno Italia come contributo per affrontare i problemi del Paese”), se la maggioranza è la stessa, perché mai Renzi dovrebbe essere una svolta e riuscire dove Letta non è riuscito? C’è delineato un percorso programmatico chiaro, un tracciato di cui si può valutare la fattibilità? No, c’è “Grazie Enrico”, e quella è l’unica cosa che si capisce, il resto è nebbia ed avventura.

Però mentre quelli del pensiero complesso ragioniamo sulle compatibilità, sulle ricadute, sugli esiti, sui come e i perché, quelli del pensiero semplice passano, e dove non passano sfondano e se ne fregano di risponderti. No, anzi, ti sfottono: “E’ uno dei momenti più belli”. (Gli amici lettiani immagino che siano al settimo cielo).

Sarà che ragionare coerentemente costa un po’ fatica e uno vorrebbe che il suo sforzo venisse ricompensato, ma mi viene da suggerire alla minoranza PD di imparare a fare un po’ i barbari.

 

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