Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

THE END

settembre29

FINE BERLUSCONIQuesto blog è il mio diario, quindi non posso fare a meno di registrarci gli avvenimenti di queste ore, anche se c’è poco da dire. Perché anche se non lo merita e un po’ mi rode, la farsa che stiamo vivendo un giorno si guadagnerà un paragrafetto sui libri di storia.  E mi piacerebbe confrontare il senso che gli assegnerà la storia col senso che ne ho ricavato io.

Questo: IL POPOLO CHE SI AFFIDA ALL’UOMO SOLO AL COMANDO E’ VOTATO ALLO SFASCIO. VI E’ CHIARO ADESSO O DEVE SUCCEDERE ALTRO?

C’è sempre un primo pensiero che ti occupa quello spazio tra un orecchio e l’altro quando accade un evento epocale e questo è un evento epocale. Perché ieri pomeriggio Silvio Berlusconi si è sparato una rivoltellata alla tempia e non so se a distanza di più o meno 24 ore se ne sia già reso conto. Forse no.

Spero però che lo sparo abbia fatto svegliare gli Italiani dal loro bizzarro sogno che un uomo solo al timone del Paese, onesto o delinquente, capace o incompetente, coraggioso o pusillanime, sia una buona idea.

Perché un sistema incentrato su una persona, e non c’entrano le doti morali ed intellettuali del tizio, è come una tela di ragno da cui quelli che gli stanno attorno non si riescono a districare, se non strappandola. Eh, ma non è facile. Il contorno del leader si affanna a ripararla fino a quando è sull’orlo del baratro, anzi anche oltre, come Willy il coyote sospeso nel vuoto con quella faccia, avete presente. Che credo sia la stessa faccia che hanno fatto Alfano, Lupi, Quagliarello e compagnia. Pensiamo veramente che siano tanto idioti da non accorgersi che stavano andando a schiantarsi?  E’ che quella rete è: 1) vischiosa; 2) garantisce privilegi e sopravvivenza. Non c’è bisogno di scomodare Machiavelli, si sa che funziona così: ognuno sa di essere una carta del castello e che se si muove gli crolla tutto addosso. E prima di riuscire a liberarsi, perché poi alla fine si abbandona sempre la nave che affonda, produce danni incalcolabili.

Devo aggiungere che questo modello può essere implementato solo nel centrodestra ad opera di un ottuagenario che cerca di fuggire da condanne penali presenti e future? No, è generalizzabile, anzi attrae pure il popolo democratico e di sinistra. Il ragno non sarà così peloso, la tela non sarà così appiccicosa, ma il modello quello è. Se il Principe (e qui voglio scomodare Machiavelli) è una biografia, i legami saranno opachi e collosi, se sarà un soggetto collettivo (già che ci siamo scomodiamo pure Gramsci) i rapporti saranno strutturati e trasparenti e perciò sarà possibile risolvere i conflitti prima che dirompano in catastrofi.

Ci insegnerà qualcosa questa vicenda?

 

 

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MONTANELLI, CUPERLO E I COMUNISTI SERI

settembre23

CUP2Quando assisto a performances che quella dell’ultima Assemblea del PD mi torna in mente questa frase attribuita a Montanelli: “Si ha paura dei comunisti perché sono persone serie”.

Ora i comunisti non ci sono più e le persone serie diventano sempre meno, perciò chi vuole conservare questo stato di cose, se continuiamo così, si può rilassare.

Non è infatti una cosa seria lacerarsi su una modifica statutaria che è certamente importante in linea di principio , ma che ai fini pratici non cambia le prospettive. Capiamoci: la norma che prevede la coincidenza delle figure di segretario nazionale e candidato premier, sbagliata o no (e secondo me è sbagliata), è sempre stata meccanicamente applicata? NO! E perché? Per cattiva volontà? NO! Perché non c’erano le condizioni. Perché candidare un tizio premier non è un procedimento amministrativo, ma un’operazione politica. Il candidato premier non può essere quello titolare di un diritto acquisito, ma quello che ha più possibilità di vincere le elezioni. E questo lo si deciderà al momento delle elezioni, statuto o non statuto. Se dovesse emergere un leader capace di intercettare i consensi elettorali più del segretario è STUPIDO opporgli che la candidatura tocca al segretario per statuto. Quindi quelli che si sono voluti intestare la nobile impresa della difesa senza se e senza ma dello Statuto del Lingotto hanno solo sprecato le loro energie, oltre ad avere fatto fare una figura “di niente” al partito. Complimenti, proprio una roba da persone serie. E poi però imperversa il totosondaggi e il popolo di centrosinistra si autoconvince che con Renzi non c’è storia, che con Renzi è fatta, che con Renzi li asfaltiamo. Può essere, ma a me convince di più Montanelli quando diceva che per far paura bisogna essere persone serie e perciò nemmeno il più carismatico dei leaders ce la può fare se combatte con un esercito di buontemponi. Perciò invece di riporre il nostro destino nelle mani di un messia io mi concentrerei a raddrizzare la barra del PD in modo che cominci a fare le cose serie, quelle che fanno veramente paura agli avversari e affiderei il partito non a quello che OGGI potrebbe vincere le elezioni, però DOMANI non si sa, ma a quello in grado di restituire dignità al PD. E ce l’ho l’identikit, basta mettere a confronto le dichiarazioni sensate di Cuperlo (“Io penso sia arrivato il momento di farla finita con le dichiarazioni e le polemiche sulle regole che ci devono portare al prossimo congresso. Sono certo che Guglielmo Epifani, Davide Zoggia e chi sta lavorando per affrontare e risolvere le questioni aperte sapranno trovare la soluzione che ci deve portare a svolgere le primarie per il segretario l’8 dicembre. La prossima riunione della Direzione armonizzi i tempi e fissi il percorso che ci deve portare a quella data. Con questa discussione stiamo logorando la pazienza dei nostri iscritti e dei nostri elettori che non ci capiscono piu’. E’ ora di mettere al centro della nostra discussione il futuro del Pd e del paese e le questioni che interessano da vicino le famiglie, le imprese, i lavoratori e i cittadini italiani. Mi auguro che che sia possibile farlo il piu’ in fretta possibile”) con quelle di altri che alimentano questo clima da pollaio e poco serio. Che non fa paura a nessuno.

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IL DUCE E IL VOTO SEGRETO

settembre14

DUCEI miei più vivi complimenti alla nostra grandiosa società civile che reclama a gran voce il voto palese sulla decadenza di Berlusconi, impippandosene dell’art. 113, comma 3 del Regolamento del Senato che recita: “Sono effettuate a scrutinio segreto le votazioni comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede”.

Siccome persona, e non un cavallo, lo è pure Berlusconi, anche se di condotta non proprio adamantina; e siccome il comma non riporta, in virtù del principio di astrattezza delle norme ” ….. riguardanti persone, tranne Berlusconi ….” ne devo dedurre che la decadenza di Berlusconi debba essere votata a scrutinio segreto. Perché se non mi sbaglio nello Stato di diritto non vale il principio del contrappasso, per cui chi si è fatto le leggi ad personam poi deve subire leggi contra personam. Secondo me deve subire le leggi e basta. E le menti brillanti grilline si sono anche spinte a proporre di cambiare il Regolamento del Senato per l’occasione.

Ovviamente siccome penso che non possa essere frutto di così abissale imbecillità, non può essere altro che propaganda, fuffa, cortina fumogena. Perché la prima genialata, ossia il voto palese in violazione del Regolamento, presterebbe materia a Berlusconi per invocare gli organi di giustizia sovranazionali per gravi violazioni di diritti costituzionali; e la seconda, ossia la modifica della norma, richiederebbe tempi tanto lunghi che ci potremmo sorbire il Cavaliere ancora per anni in Parlamento, se non fosse per la sentenza sull’interdizione dai pubblici uffici prevista per il 19 ottobre.

Ma in Italia il clima è talmente imbarbarito che si fa passare per grande conquista civile l’abolizione totale del voto segreto. Ah sì? Aricomplimenti! Informate Grillo che il voto segreto era previsto addirittura nello Statuto albertino del 1848, all’art. 63, che recitava: “Le votazioni si fanno per alzata di mano e seduta, per divisione e per scrutinio segreto.Quest’ultimo mezzo sarà sempre impiegato per la votazione del complesso di una legge e per ciò che concerne al personale”. Questa norma era diretta a proteggere e a garantire la libertà e l’autonomia dei parlamentari da controlli e ritorsioni da parte del Re. E chi l’ha abrogata? Quel campione di democrazia del Duce! Il 9 novembre 1926 si doveva votare la mozione per far dichiarare decaduti gli Aventiniani. Si votò ascrutinio segreto e i parlamentari del Listone fascista (gli Aventiniani non votarono) non si espressero all’unanimità per approvare le mozione: dieci votarono contro. Evidentemente la loro coscienza non accettava questo vulnus alla democrazia. La decadenza, votata a scrutinio palese in violazione della norma, invece passò all’unanimità e dei dieci voti contrari non ci fu più traccia. Spariti, soffocati dal clima di intimidazione del Regime. Mussolini poi abrogò definitivamente la norma sul voto segreto solo nel ’39, anche lui ebbe remore per tanti anni prima di eliminarla.

Ci vogliamo appendere questa bella medaglia? E oltretutto stupidamente, dato che la sorte di Berlusconi è comunque segnata? Ma la pericolosità di questa ennesima uscita di Grillo non risiede nella sua effettiva realizzazione, che non avverrà mai, ma nella veicolazione nel senso comune di una concezione aberrante della democrazia. Ma di questo Grillo non si preoccupa, per loro è più importante che Grillo dal suo “tabernacolo” (cit.) riesca a controllare le sue truppe peppiane in Parlamento. La prossima volta che salgono sui tetti per difendere la Costituzione si portassero dietro qualche libro di storia, così forse eviteranno in futuro di replicare le gesta del Duce.

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UN PAESE S-T-U-P-I-D-O (OVVERO PERCHE’ SONO SEMPRE PIU’ CONVINTA DI VOTARE CUPERLO)

settembre11

CUP2Dicevamo? Che bel vento si sta alzando? No, si è alzata un’aria malsana. E la dimostrazione è come la società (in)civile sta seguendo i lavori della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato. Tribù di cannibali si assiepano dietro i pc in attesa di un rinvio o di una pausa per sparare con webcerbottane i senatori PD che non stanno facendo altro che rispettare il regolamento, che prevede tempi tecnici che non si possono comprimere. Non è colpa del PD se le norme prevedono circa 15 ore di discussione. E non è neanche una sciagura se ci vorrà qualche giorno in più per giungere all’ineluttabile, cioè la decadenza di Berlusconi. E solo in un Paese stu-pi-do …. s-t-u-p-i-d-o ….. STUPIDOOOOOOOOOOOOOO come il nostro fa differenza se Berlusconi viene mandato a casa prima dal Senato o dalla magistratura, due poteri che fanno a chi arriva prima (che si vince? Un berluschino d’oro?). E solo in questo Paese stu-pi-do …. s-t-u-p-i-d-o ….. STUPIDOOOOOOOOOOOOOO la società (in)civile accoglie acriticamente gli oracoli sulla stampa di sibille ‘mbriache che non ci prendono mai. Avevano scritto che la Cassazione avrebbe salvato Berlusconi. L’ha salvato? NO! Che Napolitano gli avrebbe dato la grazia. Ha detto che gliela dà? NO! E ora è la volta di prendersela, e ti pareva, con il PD che sta facendo melina non si capisce a che scopo, dato che la sorte del Cavaliere è comunque segnata.

E questa illuminatissima opinione pubblica chiede di fare piazza pulita dell’intera classe dirigente, che in effetti tanto brillante non è, per risostituirla ancora una volta, dimenticando che alle ultime elezioni ha aperto le gabbie e ha mandato in Parlamento l’asilo infantile. Che ora gioca a fare le bravate sui tetti come le bande di teppisti adolescenti.

E però anche in un Paese stu-pi-do …. s-t-u-p-i-d-o ….. STUPIDOOOOOOOOOOOOOO come questo può venir fuori chi individua qual è in ultima istanza il vero problema, che è la classe dirigente, ma solo in quanto riflesso e prodotto di una società disorientata, atomizzata in individui irrelati che nutrono in solitudine le loro ansie e paure e che perciò sfocia nell’irrazionalità. Ora mi dicono che la sinistra ha bisogno di un leader che piace (alla società innanzi descritta con tutti quei bei complimenti), che vinca le elezioni, poi va al governo, governa bene e tutti vissero felici e contenti. Dato per scontato ciò che a mio avviso scontato non è, poiché un’opinione pubblica così irrazionale cambia i suoi miti con la  stessa frequenza con cui cambia i suoi indumenti intimi, ma qualche buona legge e l’aumento di qualche decimo di punto di PIL, cioè quello che si può realisticamente prefiggere un governo, possono produrre quella radicale trasformazione economica, sociale e culturale di cui ha bisogno il Paese, che è a terra sotto tutti i tre punti di vista? O piuttosto c’è bisogno di chi si preoccupi di vincere le elezioni senza fare al governo le figuracce del passato, che è cosa buona e giusta, ma contemporaneamente anche di chi costruisca una casa per quei pezzi di società offesi da un capitalismo sempre più aggressivo e che li rende sempre più poveri ed insicuri, che ora sono allo sbando e sfogano la loro frustrazione sulle cosiddette distrazioni di massa? Una casa dove le energie di donne e uomini liberi dirottino dalla futilità del calendario della Giunta per essere impegnate in un grande progetto riformista che riporti finalmente l’Uomo e la sua Dignità in cima alla scala dei valori. Una casa dove uomini e donne accrescano la loro coscienza critica e contribuiscano a ricostruire il tessuto culturale e morale di questo Paese, per il bene della sinistra e di tutta la società, che non avanzerà mai senza questo lavoro profondo, più lento, ma più incisivo di qualunque azione di governo. E adesso domandatemi per chi voterò, ORA, al Congresso del PD. Per chi crede in questa opzione e ha la vocazione e l’approccio giusto per perseguirla, cioè Cuperlo. Non per chi, absit iniuria verbis, crede di trovare il tempo di fare contemporaneamente il sindaco e il segretario di partito. Voto per chi non vuole fare nient’altro che l’architetto di questa casa e che è dotato di mente riflessiva e dell’inclinazione all’ascolto e alla mediazione per riuscirci. Poi, quando si faranno le primarie di coalizione per scegliere il candidato premier voterò per chi farà vincere la sinistra. Ma questo oggi non è all’ordine del giorno.

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