Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

CARO GRILLO

febbraio27

GRILLO PARLAMENTOCaro Grillo, devo lucidarla proprio bene questa mia faccia di bronzo per rivolgerti queste parole di distensione dopo tutta la disistima che ho espresso da sempre nei tuoi confronti. E che non è mutata, per ora, in sentimenti più benevoli. Ma lo spread, quella roba che per te è una leggenda metropolitana come per me lo sono le scie chimiche, rischia di arrivare a 1000 e perciò sarebbe bene fare come di solito nelle situazioni catastrofiche: il più intelligente ci dà un taglio sperando che quello meno sveglio lo imiti.

Ora ti dico come fa quello più intelligente.

Primo passo: prende atto che la campagna elettorale è finita e che bisogna passare dalle fase dell’incetta alla fase dell’amministrazione dei voti.

Secondo passo: misura la superficie dell’emiciclo di Camera e Senato che occupa. Se è esigua si attrezza di birra e pop corn e si guarda lo spettacolo fischiando. Se è maggioritaria o almeno, come nel tuo caso, determinante, lo spettacolo è lui.  Questo credo che cambi la prospettiva.

Terzo passo: si ricorda (sto ancora parlando dell’intelligente) del motivo vero per cui l’elettorato gli ha dato i consensi, che non è quello di mandare affanculo, ma di risolvere i suoi problemi. Se no scambi il mezzo per il fine, non so se capisci. Mandare affanculo è un metodo, oltretutto pure discutibile, il fine è quello di creare occupazione, correggere le iniquità sociali, salvaguardare l’ambiente e rendere le esistenze umane più felici. Ci siamo fin qui?

Quarto passo: qua stai attento. L’intelligente si preoccupa di blindare i suoi consensi. Se no non sarebbe intelligente, ti pare? Specialmente l’intelligente che ha lucrato sul voto di protesta. Sono consensi volatili, non radicati, e perciò attento: le pecore tornano sempre all’ovile. Beh, quella gente se ha votato di pancia è perché sta male: prima o poi si stufa dei tuoi vaffanculo e manda affanculo te se non le trovi il modo di pagare le bollette a fine mese.

Quinto passo: per risolvere i problemi della gente di cui sopra che vuoi fare? Appiccicare il tuo programma al banco del tuo capogruppo e O-MI-PORTATE-QUESTA-ROBA-QUI-O-NON-SE-NE-FA-NIENTE? Eh, ma per portarti quella roba lì ci deve essere un governo che ottiene la fiducia. Fai come ti pare, ma se non collabori si dovrà fare un pastrocchio per dare una guida a questo Paese e già li sento i tuoi elettori dire: “Azz! Ma non avevamo dato il voto a Grillo per farla finita con questo teatrino?” A meno che …….. Naaaaaaaaaaaaaaa, questa è troppo stupida. A meno che non ti metti lì con birra e pop corn ad aspettare che il Paese bruci per prendere il 100%.

Scordatelo! Più un Paese affonda e più si frammenta, gli interessi divergono perché ognuno pensa per sè, dalle tue cinque stelle prima se ne staccherà una, poi un’altra e andrà a finire a pioggia di meteore.

Falli bene questi passi, lo dico non tanto a te quanto ai candidati che hai portato il Parlamento. Voglio sperare che i più vogliano bene a questo Paese, anche se a modo loro.

Ti saluto con la disistima di sempre.

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BUON VOTO (AL PD)

febbraio24

LEGGE ELETTORALEVeramente il mio appello al voto per il centrosinistra e per il PD l’ho già fatto e quindi oggi non mi rimarrebbe altro da dire che “Alzate le chiappe e andate a votare”. Ma vorrei invitare ad un’ultima riflessione: chi vota PD sa chi vota. Anche chi vota SEL. Solo chi votacentrosinistra sa chi veramente vota. Chi vota Grillo in realtà non lo sa. E’ un movimento eterogeneo, c’è di tutto: dall’estremista di sinistra, al razzista, al fascista di Casa Pound. C’è perfino un omofobo. Uno che dice che legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso è come legalizzare le unioni con gli animali. E anche persone di centro, pensa te. In realtà nessuno sa chi veramente sono i candidati del Movimento 5 Stelle. Chi è veramente la candidata, dài, l’avrete visto il video che gira nel rete, quella delle piantine di limone, aloe e altre robe mediche da piantare nei giardini pubblici? In realtà, una volta che avrà smesso di scassare i maroni con i limoni, come voterà su una una qualsiasi delle riforme che il prossimo Parlamento sarà chiamato a fare? L’omofobo, tanto per fare un altro esempio, di fronte al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, come farà?

Se non ve lo siete chiesto fareste bene a chiedervelo ora. E già che ci siete fatevi anche quest’altra domanda: quanto tempo durerà un gruppo così? La prima volta magari voteranno compatti, ma con tanti malumori, la seconda pure, con ancora più malumori. E mettiamo pure la terza, e stavolta fuori dalla grazia di Dio. E li vorrei vedere io i video dei telefonini che hanno promesso di tenere sempre in funzione, mentre sclerano e si scazzano. Ma è il bello della democrazia, direte voi. Eh, ma siamo appena ai primi giorni. E dopo qualche settimana? Faranno quello che è normale, mica mi scandalizzerei:  incominceranno a guardarsi intorno e cercheranno la loro collocazione naturale. Risparmiando in salute. E dato che non dovranno dare più la quota a Casaleggio pure in portafoglio. Grillo gli inibirà l’uso del simbolo e loro chissenefrega: Hanno già trovato un’altra casa.

E allora tu, uomo o donna di sinistra arrabbiato, ti ritrovi quello che hai votato magari nel PDL. O magari nel PD, che non hai voluto votare. E poi che gli dirai a quello che hai votato? Che ti ha tradito? In Italia dice la Costituzione che i parlamentari non hanno vincolo di mandato. Quindi vi dice ciao e va dove lo porta il cuore. Ed è anche giusto, eh! Non è che puoi costringerlo a votare cose su cui non è d’accordo.

Ci avete riflettuto? Buon voto!

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LE DUE PIAZZE

febbraio22

Bandiere PDLe nostre schede elettorali sono già nel portafoglio. Quella mia e quella di mio figlio. Così domenica mattina alle otto siamo già al seggio. Facciamo le otto e mezza, non è facile tirare mio figlio fuori dal letto. Ma è tradizione di famiglia andare a votare presto la mattina: mio nonno votava all’apertura e un minuto. E metteva in croce pure la moglie: “Non si sa mai, se mi piglia un accidente il partito perde il voto mio e quello della vedova, perciò Leonilde devi venire pure tu”.

Per la stessa ragione non mi interessa fino a che ora mio figlio ha fatto bagordi la sera prima, la mattina esce insieme a me.

E sono due voti mattutini per il PD.

Vabbè, noi siamo “del partito”, lo abbiamo votato pure quando ci faceva incazzare. Si spiega, eh, c’è una logica non fanatica in questo. E’ come con il figlio scustumato: non è che lo butti dalla finestra, pensi che tocca a te educarlo. Perché noi siamo quelli che pensano che un partito è un collettivo, quindi com’è-e-come-non-è questo partito è anche tua responsabilità. Non fidatevi di quelli che dicono che i partiti sono irrecuperabili ed è ora di dare voce alla gggente. Un partito lo puoi sempre migliorare: è una realtà concreta con la sua struttura, luoghi in cui si prendono decisioni, responsabilità individuabili. E su tutto ciò che è concreto si può sempre agire. La gggente è un’entità astratta, non è altro che l’anagrafe: un archivio di biografie che possono solo esprimere volontà individuali. Ma le volontà individuali per poter concorrere ad un progetto di trasformazione della società hanno bisogno di essere canalizzate e di sfociare in una volontà collettiva. Come? Cliccando ognuno la sua opinione solitaria su una tastiera? E quando queste elecubrazioni in solitudine diventeranno una progettualità condivisa? Perciò militiamo in un partito anche quando ci fa incazzare: per mettere insieme le nostre idee e non farle cadere in solitudine.

Perciò nelle nostre piazze c’è tanta gente. Entusiasta, ma non scalmanata. Arrabbiata, ma non disperata.

Perché sa che ce la farà rimboccandosi le maniche perché ha un obiettivo, una visione comune. Ecco perché in quella piazza ci sono le bandiere, mica per dare un tocco di colore. Perché dietro le bandiere c’è un “noi”, c’è gente che si riconosce in un simbolo che non è solo un pezzo di stoffa, è una visione. Che è un concetto sparito dal vocabolario dei commentatori politici: quando lo captano dalla bocca di un leader straniero non lo sanno nemmeno tradurre. Hanno avuto la dabbenaggine di scrivere che Obama ha dato del visionario a Napolitano, pensa te. “Vision”, bestie, “visione”, quello intendeva Obama. Voleva dire che Napolitano ha in mente un’idea di futuro e un programma per come arrivarci. Frequentate un po’ le piazze del centrosinistra, lì capirete che cos’è una visione: un fascio di idee tenuto assieme da progetto coerente. E uomini e donne che ci metteranno il loro impegno per realizzarlo.

E dalla mia piazza do uno sguardo a quell’altra piazza. E non la criminalizza, ma la comprende. Perché anche la mia piazza prova gli stessi sentimenti di indignazione, schifo, delusione. Anche la mia piazza prova raccapriccio per un Parlamento che ha creduto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Anche lì c’è tanta gente. Arrabbiata e senza bandiere. Fateci caso, non ci sono. Ci sono tante solitudini tenute assieme da una rabbia, non da un progetto. “Tutti a casa” non è un progetto. “Facciamo decidere ai cittadini se rimanere o no nell’euro” non è un progetto, è non avere progetti, nemmeno sul continente nel quale si vuole stare. Raccattare idee sparse dalla rete non è un progetto, è girare a vuoto se non sono tenute assieme dal collante di un modello di società. E la rabbia senza progetto si sa dove porta: dritto al massacro.

Domani io e mio figlio voteremo PD anche per quella piazza.

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LA BALLA DELLE PIAZZE PIENE

febbraio16

PIAZZE VUOTEAvete qualche esperienza di discussioni con grillini militanti? Io qualcuna. Tu posti una roba. Una qualsiasi: una dichiarazione di Bersani, un punto del programma del centrosinistra, le dimissioni del Papa, la caduta dei meteoriti, la correzione dell’alluce valgo, non importa di cosa si stia discutendo. E loro ti copiano nei commenti una fotografia delle adunate oceaniche di Grillo. E poi che Grillo riempie le piazze nonostante la grandine, la neve, la bora e tutte le calamità naturali, mentre gli altri stanno rintanati nei teatri. E non c’è obiezione che tenga: Nenni con le sue piazze piene e urne vuote, Bersani e Renzi che le riempiono anche loro, l’effetto spettacolo comico gratis di questi tempi che il cinema è un lusso ….. No, non c’è niente da fare: è la classica causa persa.

La prossima volta che vi trovate in questa situazione stressante provate a chiedere ad uno di questi invasati: “Scusa, ma nel centrosinistra non va in giro solo Bersani. Fanno iniziative non solo le personalità più in vista, ma tutti i candidati. E sono tutte manifestazioni riuscite. Voi portate in processione solo Grillo, che non ha il dono dell’ubiquità, o dicono qualche parola anche le persone che credete di portare in Parlamento? E se sì, come stanno andando queste iniziative?”

Ve lo dico io: la foto che vedete nel riquadro a sinistra di questo post è un non proprio riuscitissimo comizio tenutosi a Terranova Bracciolini, in Toscana. Non sembra che sia stato un successone. Provate a chiedere al gasato grillino se ha qualche evidenza che quello sia stato solo un incidente, mentre in altre località si è registrato un entusiasmante pienone. Probabilmente, con sollievo del vostro fegato, assisterete ad un disonorevole fuggi fuggi. Oppure vi risponderanno “E Penatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?????”, che poi è il loro equivalente di “E le foibeeeeeeeeeeeeeeeeee?????” della caricatura della Guzzanti degli estremisti di destra.

I grillini in questa campagna elettorale esibiscono solo Grillo, non hanno altri comici da mandare nelle piazze a fare spettacolo. Il centrosinistra è invece un collettivo che riempie tutti i giorni mille piazze, al coperto o allo scoperto, e non c’è mai una persona sola a spargere il suo verbo dal palco: i cittadini vedono chi manderanno in Parlamento con il loro voto. E sono persone che hanno già conosciuto: le hanno votate alle primarie.

Continuate a riempire la vostra unica piazza al giorno, mediaticamente fa effetto. Le altre mille le sta riempiendo il centrosinistra.

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