Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

CONTINUITA’ INCIVILE

gennaio30

INGROIASì, vabbè, Ingroia non ha detto testualmente: “Sono un eroe come Falcone”. Ma accostare la propria vicenda personale al nome di un martire è irritante e urta sensibilità diffuse. Per cui poi non ci si può lamentare più di tanto se parte una replica stizzita: scherza coi fanti, ma lascia stare i santi, si dice. La reazione migliore è scusarsi per la gaffe prima di tutto con i famigliari: è una questione di sensibilità accorgersi, seppure in ritardo, che si è andati a mettere il dito in una piaga aperta e che non può far piacere ad una sorella che venga trascinato in una polemica elettorale il fratello trucidato.

Già così era un brutto episodio, ma a quanto pare si può sempre peggiorare. Per esempio tirando in ballo ancora un altro morto. Non bastava Falcone, bisognava far rigirare nella tomba anche Borsellino, attribuendogli giudizi sulla Boccassini che non può smentire. E tanto per non farsi mancare niente bisognava anche accusare Anna Falcone di sciacallaggio politico sul fratello, aggiungendo per di più come carico da undici una bella stilettata sull’insuccesso della sua avventura elettorale. Voglio sperare che le signore facciano, appunto, le signore e la vogliano finire qui: il fondo è già stato raggiunto, adesso si tratterebbe di incominciare a scavare.

E tutto questo all’insegna di una “rivoluzione civile”. Azz!

Forse Ingroia pensa ad una “rivoluzione civile” circoscritta alla legalità. Cioè il suo modello di società coincide con il codice penale rigorosamente applicato. Basta che un politico non rubi e non abbia rapporti con la criminalità organizzata (e qui siamo d’accordo tutti) poi può dire la prima cosa che gli passa per il cervello, non importa se è carina o no, può denigrare, può spalare un po’ di fango in faccia, l’importante è che non faccia quello che lo porta davanti ad un magistrato. Credo che faccia un po’ di confusione tra legalità pubblica e moralità pubblica: beh, dovrebbe rendersi conto che il primo concetto non assorbe il secondo. Anzi, il secondo è molto più impegnativo.

Un po’ deboluccia, questa “rivoluzione civile”. Io pensavo che con una denominazione così tonitruante si intendesse una riscossa civica di rottura rispetto all'(in)cultura del volgare ventennio che ci vorremmo lasciare alle spalle. Credevo che Ingroia almeno ci provasse a mettersi alla testa del “quarto stato”, visto che ci ha messo il nome sopra, per indicare un nuovo modello di convivenza civile e riformare radicalmente la politica, elevandone i toni e rifuggendo dal battibecco da cortile. Se pensa invece di mobilitarlo litigando con tutto l’universo antimafia francamente non comprendo in cosa consista questa “rivoluzione civile”, mi pare più una “continuità incivile”.

posted under Politica | 7 Comments »

IL FASCISMO NELL’INCONSCIO DEGLI ITALIANI

gennaio27

NANO CONDANNATOCerto, come no, c’è quella sciocchezzuola delle leggi razziali, ma Mussolini ha fatto anche cose buone. Per esempio ha promosso la colonterapia mediante olio di ricino. E quella fa bene alla salute. Poi era pure tollerante e democratico con i suoi oppositori: li mandava al confino in località amene, lontano dallo stress delle città a respirare aria buona. E gratis, eh! E quando c’erano le parate si preoccupava di non urtare i nervi degli antifascisti: li faceva portava in caserma per non fargliele vedere, dopo di lui nessuno ha più dato prova di tanta sensibilità.

Ma io non ce l’ho con Berlusconi, ce l’ho con quel guru o paraguru che, sondaggi alla mano, gli ha suggerito di lisciare un po’ il pelo ai nostalgici di Mussolini. Quanto valgono? L’1%, il 3%, il 10%? Non lo so, so solo che per Berlusconi pure per un fottuto 1%, ma  anche meno, anche un solo voto per impedire al centrosinistra di avere la maggioranza al Senato, vale la pena di  sfregiare la giornata della Memoria.

E lo so che l’indignazione non è un sentimento politico, lo ripeto sempre che è un moto dell’anima pre-politico, che ha a che fare con la morale e non con la politica. Ma la morale sta alla base di ogni convivenza civile. Se non esistesse la morale dovresti fare leggi pure per obbligare la gente a dire “buongiorno” e a non essere scostumato. Non c’è nessuna legge che dice che devi aiutare il prossimo, ma una società dove non è riconosciuto e condiviso dai più quest’obbligo morale non è una società, è un branco di belve.

E se in Germania è successo quello che è successo, quell’abominio che ricordiamo oggi è perché si era allentato il vincolo morale, cioè era debole quel “daimon”, come lo chiamava Socrate, quell’angelo custode, come lo chiamano i Cristiani, che quando vede una porcheria ti picchia dentro e ti dice: “Questo non si può fare, legge o non legge!”

E così i Tedeschi guardavano da un’altra parte quando partivano i treni piombati, come pure gli Italiani, tanto Mussolini qualcosa di buono lo faceva.

E Mussolini disse un mese prima di essere preso che lui non aveva inventato il fascismo, l’aveva solo tirato fuori dall’inconscio degli Italiani. E pure questa deve essere una delle cose buone che ha fatto Mussolini secondo Berlusconi, una roba tanto buona che è meritevole di emulazione.

E hanno pure ragione: c’è una bella porzione di fascismo nell’inconscio degli Italiani. Ma che sia maledetto chi lo scatena.

posted under Politica | 11 Comments »

MI ISCRIVO AL PARTITO DEI DELUSI DA MONTI

gennaio26

MARIO MONTIGentile Professor Monti, Le scrive un’iscritta al partito dei molti delusi da Lei. Non perché pensavo che Lei fosse un marxista-leninista. Conoscevo le Sue inclinazioni destrorse. E il Suo “outing” sul voto nel ’94 a Berlusconi è uno scoop solo in questo Paese distratto che raccoglie le notizie solo quando servono al tacabanda: l’aveva già detto anni fa, ma allora Lei era solo un tecnico. Di quelli propriamente detti, intendo dire. Lo sapevo che con la sinistra non aveva niente a che vedere, eccome se non lo sapevo, quando il mio partito decise di appoggiare il Suo governo. Però condivisi quella scelta e non ho cambiato idea. Perché il bene era un governo solido di centrosinistra, ma il bene è nemico del meglio, soprattutto quando non sussistono le condizioni per realizzarlo. E di queste condizioni non ce n’era neanche mezza. E allora siccome il male era Berlusconi e il meglio (rispetto a Berlusconi, si intende) era Lei …… Vada per il meglio, mi sono detta, e nel frattempo prepariamo le condizioni per un po’ di bene. E qualcuna possiamo dire che l’abbiamo preparata, oggi ricominciamo da tre, diciamo, mentre a novembre dell’anno scorso eravamo a zero porto zero.

E neanche la Sua azione di governo è per me motivo di cocente delusione: quella maggioranza non poteva fare il bene, ma solo un po’ meglio. E se chiudo gli occhi e ripenso ai quelli che c’erano prima …… ecco, quelli non erano il peggio, erano il peggiorissimo!

E’ oggi che mi sento delusa. Pensavo che Lei avesse piena consapevolezza della vera posta in gioco: ripulire il letamaio. Cioè: 1) prendere coscienza che non è percorribile nessun progetto in Italia, né quello Suo, né quello del centrosinistra, se non si ricostruisce il terreno del confronto; 2) agire di conseguenza. E pensavo che si rendesse conto che i porci più porci che si rotolano nel letamaio stanno nella metà del campo ai cui principi Lei si richiama: a destra. In quella destra che in Italia non ha mai saputo portare bene il doppiopetto e va in giro impataccata degli schizzi di populismo e demogogia. Pensavo volesse portare il doppiopetto in lavanderia e insegnare alla destra come stare a tavola e a non parlare con la bocca piena.

E siccome credo che in Italia oggi questa sia la madre delle questioni, ossia che questo diventi finalmente un Paese normale, speravo che Lei non volesse mancare a questo appuntamento con la storia. Lei invece le sta dando buca, Professor Monti. Perché Lei invece di separarsi dai porci e rivolgersi alla metà seria e responsabile del Paese, quella che ha la ramazza in mano per ripulire il campo, se ne sta nel mezzo e tira uno schizzetto di fango di qua e uno di là. E alla bisogna è utile tutto, dalla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, alle promesse di interventi solo due mesi fa irrealizzabili, allo spauracchio della Camusso che blocca le riforme. Mentre invece Lei è un vero riformatore, vero? Cioè, mi faccia capire: Lei si ritaglia un siparietto al centro, ci piazza un piedistallo e dall’alto del Suo 15% strizza l’occhio una volta alla destra mondata da Berlusconi e una volta alla sinistra con le ali estreme tarpate e pone i suoi veti. Mi spiega quali riforme possono venire fuori dall’oscillazione di questo ago arrugginito della bilancia da prima Repubblica? Le riforme segnano il percorso di una società, disegnano il suo orizzonte, necessitano di una mediazione alta e di un vasto consenso, che si ottiene con un ampio processo di concertazione tra le parti sociali: Lei ha in mente di risolvere questo complesso percorso con la miserrima prassi del colpo una volta al cerchio e una volta alla botte a seconda della contingenza politica?

Ecco dove mi ha delusa, Professor Monti: credevo che Le stesse a cuore fare dell’Italia un moderno Paese europeo e invece Lei al contrario sta riportando indietro le lancette dell’orologio: ai tempi dei 10-15% che sbarravano la strada ad ogni passo avanti della società italiana. E pur di impedirlo Lei sguazza e rovista nel trogolo dei porci come chi l’ha preceduta. Solo che lo fa con i guanti.

posted under Politica | 18 Comments »

FASCISTI COL PUGNO CHIUSO

gennaio20

BROggi hanno seppellito Prospero Gallinari. Pace all’anima sua, ma io non dimentico che è stato uno dei carcerieri di Aldo Moro. Quello che ha trascritto le sue lettere. E le ha talmente inzeppate di errori di ortografia che si è fatto riconoscere: le lettere che mandava alla sorella erano massacrate dagli stessi strafalcioni.

Eppure era convinto di avere la verità in tasca. Al punto da imporla con l’omicidio.

Anche noi che stavamo dall’altra parte della barricata avevamo la nostra verità. Eravamo convinti che non esiste nessuna verità, neanche la più lampante, che meriti di essere affermata con la violenza. Ritenevamo che la verità scaturisse dal civile confronto delle idee e che non era mai né fissa, né assoluta, ma sempre superabile da un altro punto di vista più avanzato.

Noi ci armavano della nostra verità e la proponevamo agli altri nelle istituzioni, nelle piazze e nei luoghi di lavoro, loro ci caricavano le loro pistole.

Perciò non abbiamo avuto neanche un attimo di ripensamento a chiamarli fascisti. E perciò oggi ci indignano quei pugni  chiusi e quell’Internazionale cantata davanti alla bara di Prospero Gallinari. E ci fa rabbia quel manipolo di mentecatti invecchiati  dietro una sterile illusione: che la città futura era lì, dietro l’angolo, con le sue strade, le sue case e i suoi giardini, bastava solo conquistarla con una sventagliata di mitra.

Noi invece non eravamo così infantili. Sapevamo che non esiste nessuna città futura già edificata, ma solo questa dove abitiamo ora. Domani ci potrà essere una città più giusta e più equa, ma bisogna costruirla mattone per mattone misurandosi quotidianamente con tutti i problemi, senza rifugiarsi come quei pazzi nella mitologia di un futuro a portata di mitra.

Come ci ha insegnato Aldo Moro nel suo ultimo discorso: “Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”.

Loro volevano andare direttamente a quel domani. Ma se prendi quella scorciatoia è perché non vuoi decidere insieme   agli altri come dove essere il domani. Noi invece non volevamo imporre il nostro domani, ci volevamo arrivare insieme agli altri. Perciò ci fanno rabbia quei fascisti col pugno chiuso.

posted under Politica | 17 Comments »
« Older Entries

befana

like box

contatore

adv prove webmaster