Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

IL BROMURO PER RENZI

novembre29

E’ un po’ difficile analizzare secondo le categorie politiche classiche la campagna per le primarie di Renzi. Sotto il profilo della proposta politica (cchiu’ 100 euro pe tutti), delle alleanze (quali? Sicuro che si tratta di vocazione maggioritaria e non eremitaggio?), della comunicazione (meridionali, se volete rimanere cavernicoli votate Bersani) è un disastro. Perciò bisogna chiedere soccorso ad altre discipline. Per esempio la psicologia infantile.

Non so se avete presente quei piccoli delinquanti comuni che fanno dannare le mamme, quelli che se trovano (e la trovano) una scatola di fiammiferi danno fuoco alla nonna centenaria, quelli che se non ti stanno scardinando i mobili vuol dire che ti stanno allagando il bagno, insomma quelle calamità naturali che nei momenti di disperazione più nera ti fanno rimpiangere di non essere andata in menopausa a 25 anni. Poi la sera torna il padre e ti vorresti almeno sfogare con il corresponsabile di quella maledizione, ma la creatura sta giocando tranquillamente con i suoi pupazzetti e tuo marito ti prende per isterica: “Ma quanto ti piace fare la vittima! Siamo fortunati ad avere un bimbo così calmo. Guarda che angioletto che è, bello di papà” E ha ragione perché la belva si è quietata appena ha visto rientrare il padre.

Ecco, i confronti tv con il segretario Bersani hanno lo stesso effetto calmante su Renzi. In presenza del segretario si modera, limita l’atteggiamento gigionesco, abbassa i toni, si mantiene nei limiti del confronto civile. Pure il bacetto alla fine. Commovente. Ma anche nei confronti degli altri avversari: il ragazzo è quello che è, è la sua natura fare il bischero, ma non si azzarda mai una polemica con l’avversario di fronte, non si sa mai che poi ce le prende. Ci vorrebbero due confronti televisivi al giorno, gli funzionano da bromuro. Ma appena esce dagli studi televisivi fa come il bambino in assenza del padre:  scatena l’inferno.

Altrimenti non si spiega perché non osi dire in faccia a Bersani che ha imbrogliato con le regole e a Vendola che è un inciucista. Deve essere perché ha paura che gli danno le totò al culetto.

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IDENTIKIT DEL DELUSO DAL CENTRODESTRA (ovvero perché voto Bersani)

novembre24

Noi gliel’avevamo detto al ragazzo (absit iniuria verbis:  autodefinizione) che non ci sembrava serio quell’appello generico ai delusi del centrodestra. Gliel’avevamo spiegato che sì, è ovvio che una coalizione che vuole vincere le elezioni cerca di attrarre gli elettori che la volta precedente hanno votato lo schieramento opposto, ma convincedoli che il vero bene del Paese lo perseguiamo noi, quelli di centrosinistra, e non il centrodestra. Che bisognava dirlo chiaro che questo Paese ce la farà solo se immettiamo nel sistema maggiore equità, e questa è una roba di centrosinistra che non attrae tutti gli elettori di centrodestra, ma magari una parte sì, per esempio i lavoratori, i precari, i disoccupati, chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, che alle elezioni precedenti ci hanno voltato le spalle per inseguire il pifferaio magico di Arcore. Ecco, quelli sì che sono gli elettori delusi dal centrodestra che ci interessano, non tutti: quel mondo che ha prosperato al riparo dell’illegalità diffusa del berlusconismo per esempio no. E nemmeno quell’altra bella compagnia che ha di più, ma non vuole farsi carico della crisi dando di più: quelli continuassero a votare centrodestra o se ne stessero a casa, chissenefrega. Perché se il centrosinistra insegue tutti gli anfratti dove si nascondono i voti di centrodestra poi deve corrispondere le aspettative anche di questi settori, che non hanno tanta voglia di equità, anzi ci fanno a cazzotti. Insomma gliel’avevamo detto al ragazzo che doveva fare un identikit meno approssimativo del deluso dal centrodestra, se no correva il rischio che una volta delineato si ritrovava il profilo di una brutta faccia.

Ma neanche i più critici di noi avrebbero mai pensato che alla fine il profilo del deluso dal centrodestra corrispondesse all’identikit di Sallusti: un capolavoro di strategia politica, bravo, ragazzo, complimenti! Hai annacquato talmente il programma che sei piaciuto pure alla destra che più destra non si può! Quella che apprezza “l’inversione del paradigma classico della sinistra per il quale il lavoratore ha più diritti del da­tore di lavoro” (parole con cui Sallusti sottolinea la grande simpatia che ha per te). E non c’è neanche da stupirsene tanto perché questo è il risultato della tua insofferenza per i sindacati, anticaglia del novecento, antipatica come il fumo per uno che pretende di incarnare la più radicale innovazione modello Baricco: l’arabo che sbarca in Spagna e si brucia le navi alle spalle per recidere con il passato. Eh, ma la terra che vedi è ancora il passato: quello degli ultimi vent’anni di rimozione del ruolo del sindacato. Lasciatelo dire da Sallusti, che se ne intende di quel passato.

Per quanto mi riguarda io domani voterò Bersani per mille motivi, non ultimo quello di non ritrovarmi in compagnia di Sallusti.

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A PENSAR MALE …….

novembre21

Leggo esterrefatta un lancio dell’agenzia DIRE che riporta che Matteo Renzi si è fatto pubblicare un volumetto agiografico stile Berlusconi che sarà distribuito nelle edicole al prezzo politico di 3 euro e 90 centesimi. Veramente l’agenzia dice anche che sarà mandato a casa a tutti gli Italiani, ma a questo preferisco non credere. A meno che ……..

Dato per scontato che la notizia del giornaletto con le gesta, il gruppo di famiglia in un interno, incluse le nonne, è vera perché l’agenzia la riporta con dovizia di particolari, compresa l’indicazione della casa editrice (La Mandragora di Firenze) mi domando: mancano 4 giorni al voto del primo turno delle primarie e undici al ballottaggio, come pensa il Renzi di organizzare una distribuzione capillare del suo opuscoletto? Tenendo presente che non è che se ti arriva a casa la biografia di uno che va in onda tutte le sere da tutti i canali ti prendi le ferie per la frenesia di leggere le sue mirabolanti imprese alla Ruota della Fortuna? Diceva un tale che a pensare male si fa peccato, ma ci si piglia e perciò ho deciso di giocarmi il purgatorio: sempre se è vero che corriamo il rischio, come dice l’agenzia, di ricevere questo simpatico regalo, non è che l’offensiva cartacea di Renzi non è per le primarie, ma per le elezioni vere? E dato che Renzi sa (perché lo sa) che in queste primarie non è il favorito, non è che sta già pensando ad una sua lista da collocare nella nebulosa che si va abborracciando al centro, tra i giannetti ed i carini? Dove ci starebbe pure bene una meteorina che fa il piacione con il suo album di famiglia, sarebbe la versione tranquillizzante del berlusconismo senza bunga bunga e olgettine.

Perché, sempre in aderenza all’adagio che a pensar male, ecc. ecc., non credo che a Renzi sfugga che se vuole vincere le primarie del centrosinistra l’ultima cosa da fare sono le signorinate su CHI, OGGI e le saghe di famiglia, ci stiamo ancora curando le gastriti che ci procuravano le pagliacciate di Berlusconi e perciò ci viene il sospetto che queste iniziative mediatiche siano rivolte ad un altro pubblico, non quello delle “nostre” primarie.

A pensar male ecc. ecc. e se mi sono sbagliata espierò con tre pater, un gloria e un atto di dolore.

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ASPETTANDO LE MOSSE CHOC

novembre17

Nadia Urbinati in un’intervista rilasciata all’Espresso alla domanda su Renzi “È un berlusconiano mascherato?” ha risposto “Non direi così, ma di certo insegue una democrazia dell’audience, usa il popolo come pubblico televisivo e non come cittadino elettore, un modello deleterio …..” In questi giorni Renzi ha fornito alla Leopolda la prova del nove di questo giudizio. Avete presente come si fa nei promo televisivi, che non sono altro che la versione moderna dei pagliacci dei circhi che andavano in giro per il paese a fare le capriole? Ecco, Renzi si è messo la scimietta sulla spalla, rullo di tamburi, entro la settimana mosse choc, venghino signori, venghino. Poi vai al circo e i terribili leoni sono due gattoni spelacchiati che non fanno paura nemmeno ai topi. E così alla Leopolda ti metti in attesa delle mosse choc e intanto è la terza volta che mi risento il discorso di Renzi per scrupolo, metti che mi sono distratta e mi sono persa lo choc. L’unica emozione forte (voglia di prenderlo a pomodorate) ce l’ha regalata Reggi quando ci ha chiamato “scagnozzi”. Ma anche quella non è stata una doccia gelata, dato che ci aveva già vaccinato Berlusconi dicendo che eravamo “farabutti”. Ah no! Un brivido l’abbiamo provato quando Renzi ha detto che se vincerà non farà l’alleanza con Di Pietro. Orco boia! Questa sì che è una svolta! Ma poi siamo andati a rileggerci i firmatari della Carta di Intenti e abbiamo scoperto che Di Pietro già non era nell’alleanza elettorale. Ah ecco! Forse Renzi credeva di scioccarci quando ha detto che votare alle primarie è facile. Ma veramente? Renzi ha finalmente capito come si fa e si è tranquillizzato che non è niente di trascendentale? Forse se invece di strillare per un mese che rendevano la partecipazione impossibile se le fosse andate a leggere lo avrebbe scoperto prima. Risparmiandosi lui uno choc. Noi scagnozzi abbiamo il pelo sullo stomaco, non ci turbiamo per questi annunci.

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