Lucia Del Grosso

Grande è la confusione sotto il cielo ……..

IMPARARE DEMOCRAZIA

giugno25
<> on February 19, 2016 in Brussels, Belgium.

<> on February 19, 2016 in Brussels, Belgium.

“Imparare democrazia” è un piccolo saggio scritto anni fa da Zagrebelsky. Mi è tornato in mente il titolo mentre succedeva che:

  1. un frescone, invece di fare Politica, cioè ricercare consenso con la forza delle argomentazioni aprendosi all’ascolto, taglia corto, indice un referendum e lo perde;
  2. le élite europee che gli sono solidali, e pure la sinistra cosmopolita frou frou, invece di dirgli: “Ben ti sta!”, tira fuori questa colta analisi del voto: “I vecchi zoticoni hanno votato contro i nipoti”;
  3. qualche icona della sinistra caviar arriva anche a dire che il popolo ci ha consegnato a Hitler e Mussolini, ecco cosa combina il popolo;
  4. nessuno ha ancora scomodato Ponzio Pilato, Gesù e Barabba? Strano!

Io non so se queste autoproclamatesi élite Intellettuali, quelle che avvertono sui pericoli del suffragio universale, abbiano trovato modo di rileggersi. Perché in tal caso avrebbero dovuto concludere: “E non possiamo votare nemmeno noi, se il criterio è quello della conoscenza, perché siamo troppo asini”.

Se avessero letto il libretto di Zagrebelsky, ma il concetto non è espresso solo lì, anzi, direi che è elementare, saprebbero che “nessuna opinione può imporsi, nessun logos è hetton (più debole) o kreitton (più forte) prima della verifica assembleare, prima del computo razionale e astratto dei consensi raccolti”. Cioè prima del voto. Perciò l’opzione leave ha la stessa dignità dell’opzione remain, quando è stampata sulla scheda. Oh, è dai tempi di Erodoto che lo si sa. Oggi che lo si è dimenticato si discute di costituzioni improntate al governismo a discapito della rappresentatività, cioè l’espressione della volontà popolare.  

Tornando all’analisi del voto tanto al chilo di lor signori con le orecchie d’asino, i giovani sarebbero pronti a raccogliere le sfide della globalizzazione e a sfruttarne le opportunità, mentre i vecchi vogliono essere garantiti da un potere più vicino. Viva la libertà, abbasso la sicurezza! Che poi ad un’analisi appena più approfondita sia emerso che solo un terzo dei giovani ha votato, e che quindi non erano poi così arrapati di libertà, è una riprova di quanto sia infondata la pretesa di questi tizi di essere i depositari del voto giusto: e dicono che sono gli elettori quelli che si basano sui pregiudizi!

Ah, ma allora la coppia di categorie non è vecchi/giovani, ma libertà/sicurezza! E allora chiamiamo le cose con il loro nome senza scomodare l’anagrafe: state giocando ancora la partita destra/sinistra, nonostante la vostra pretesa di mandare in soffitta le ideologie.

Vi scoccia che dietro un voto istigato dalle destre emergano istanze che sono invece di sinistra, di SI-NI-STRA, non populiste, e che le destre raccolgono per incapacità della sinistra storica di fare il suo dovere: la paura di finire sotto i ponti perché la competizione globale vuole un mercato del lavoro flessibile in entrata e in uscita; la paura di non potersi curare perché la competitività del Paese esige lo smantellamento dello stato sociale, la paura di essere lasciati soli ed abbandonati a navigare a vista nella società liquida.

Questo dovevate leggere dietro il voto brexit: uno schiaffone  a destra e a manca, ma soprattutto alla sinistra, che si togliesse gli abiti mondani della finanza globalizzata e si rimettesse la tuta da lavoro per andarsela a sporcare nelle periferie. Non l’invidia dei vecchi verso i giovani.

P.S.: Sto aspettando la direzione PD in trepida attesa degli insopportabili pipponi sui populismi e l’immancabile invito a stringersi a coorte contro i barbari.

 

RENZI, LA BREXIT E LA GEOREFERENZIAZIONE DEL VOTO

giugno24

Direzione PDEcco cosa dovrebbe imparare a fare Renzi, oltre a tutto il resto che non sa comunque fare: la georeferenziazione del voto. La sposta sempre dove la vittoria può essere merito suo e la sconfitta non può essere attribuita a lui.

Il voto di domenica alle amministrative fa scopa con il voto di ieri leave/remain, ma questo non significa che Renzi se la scampi, perché il ragazzo è comunque omogeneo a quel blocco liberista, della svalutazione del lavoro invece della moneta mediante riforme contro i lavoratori e degli stravolgimenti delle Costituzioni del dopoguerra per negare rappresentanza a favore della governabilità. Li ha fatti o non li ha fatti questi compitini dettati dalle tecnostrutture europee? Quindi non può giocare a nascondino.

Immaginiamo un impossibile referendum, perché vietato dalla nostra Costituzione, come quello che si è tenuto ieri in Gran Bretagna: l’italiexit vincerebbe, non so con quale percentuale, ma vincerebbe. 

Perché il leave incrocerebbe i due fattori che scatenano le rivolte, un tempo con la ghigliottina e oggi con la matita: il disagio sociale reso più insopportabile dalle disuguaglianze e l’offesa alla dignità delle persone con pensieri, opere ed omissioni (del dialogo e dell’ascolto).

Perché il PD si è collocato nel sentimento degli elettori italiani esattamente sul trono dove sedeva Maria Antonietta, più o meno: a difesa delle élite che si arricchiscono sempre di più e di leggi che negano la dignità dei lavoratori, come allora del terzo stato.

In questo quadro, non so proprio immaginare la sceneggiatura della direzione PD convocata per oggi e rinviata per impegni di Renzi a risolvere le criticità europee innescata dalla brexit (ahahahahahah, non lo posso scrivere senza ridere): cosa può chiedere la minoranza dem, quale discussione ne può scaturire e quale linea ne può venire fuori.?

Pare che verrà chiesto un cambio di passo. Per andare dove?  Per riallacciare i fili con il proprio popolo di riferimento, che ora se trova sulla scheda contrapposti un candidato PD e un altro, vota l’altro di default? E con quali militanti, per tre quarti fuggiti e i rimanenti non ancora risvegliati dall’illusione “con Renzi si vince”? Per dire cosa? Che si rimedierà all’offesa dei voucher, del contratto a tempo indeterminato con licenziamento altrettanto indeterminato e di una riforma costituzionale che annienterà l’opposizione sociale ? Come, abrogando questi capolavori?

A cosa può approdare una direzione del PD tenuta sulle macerie di un partito e assediato da quei pezzi di società che avrebbe dovuto rappresentare e che invece ha mortificato? Si può illudere la minoranza PD che una correzione di rotta del governo più frendly nei confronti dei ceti popolari possa ricucire questa frattura, dopo che si è dato il via ai licenziamenti facili? Può sperare che un lifting della segreteria con iniezioni di membri della minoranza possa rendere più amabile l’immagine del partito che ha saputo rendersi così odiosa al suo elettorato tradizionale?

Francamente io non so cosa abbiano in mente Bersani, Speranza, Cuperlo e compagnia, ma non credo quello che ho in mente io: lasciare perdere il partito e dedicarsi “pancia a terra” a fare propaganda per il NO al referendum costituzionale, senza cedere alle sirene della modifica dell’Italicum, senza mediare nel tentativo di salvare il partito e il centrosinistra: sono finiti e comunque non è e non sarà più roba vostra, ma roba appaltata a bande assetate di potere. E ritemprarsi nella battaglia politica, riscoprire la sua passione e costruire, partendo da questa campagna, insieme a quelli che hanno già intrapreso questo percorso, una sinistra della povera gente e non dei finanzieri leopoldini.

 Cambiare passo rimanendo a fianco dei finanzieri porta comunque lontano dagli sconfitti dal liberismo: abbiate coraggio di cambiare strada.

PERCHE’ NON VOTARE I SINDACI DEL PD E’ UTILE

giugno18

Ballottaggi 2016Questo post è dedicato agli elettori del PD che, turandosi il naso, tappandosi le orecchie, bendandosi gli occhi e infine sedandosi, si rassegnano ancora una volta a votare i sindaci del cosiddetto centrosinistra.

Cari amici e compagni, abbiamo polemizzato tante volte, ma ora, per favore, deponiamo le armi, perché il momento è tragico, e ragioniamo pacatamente.

Mi sembra di capire dagli argomenti della più brutta e stupida campagna elettorale dai tempi di Romolo e Remo che non c’è un solo motivo per cui siate disposti a votare il candidato del centrosinistra se non la solita mozione degli affetti per cui il PD sarebbe l’unico garante di quel brandello di coesione nazionale che ancora permane, minacciato da feroci nemici in procinto di scatenare l’inferno nel Paese in caso di vittoria.

Obiezioni:

a) la barbarie si è già impadronita del Paese come abbiamo potuto constatare, qualora non ce ne fossimo accorti prima, in questa allucinante campagna elettorale a colpi di attacchi a volte triviali, a volte infantili, a volte triviali e infantili. Se pensate che esiste ancora una classe dirigente in grado di governare la crescita civile del Paese, nella fattispecie quella del PD, vi basterà leggere qualche dichiarazione o tweet per ricredervi. E non si tratta solo di asprezze verbali: è la stessa contesa politica che è pervasa di teppismo ed esibizione muscolare da uomini delle caverne. Rispetto a questa deriva il PD non rappresenta nessuna via di uscita, anzi, ci mette del suo: usate la matita per dirgli di smettere;

b)  questo ritornello per cui si dovrebbe votare il meno peggio, ammesso che il PD lo sia, io direi che è a pari merito, oltre ad essere noioso ha già prodotto danni irreparabili. Deresponsabilizza i partiti di riferimento. Se una classe dirigente scambia l’orgoglio di fare il bene del Paese e del popolo che rappresenta con l’arroganza del potere fine a se stesso, perché mai dovrebbe sottoporsi ad autocritica per migliorarsi, se poi le basta chiamare a raccolta contro il nemico di turno per conservare i consensi? Per 5 anni faccio le peggiori porcate, tanto poi sventolo davanti al muso degli elettori il pericolo grillino o leghista e non pago pegno. Così non potrà che seguire deriva a deriva. Bisogna mettere un punto;

c) il nemico sono le destre, che a Milano stravolgerebbero il modello di città accogliente di cui si pregia la giunta di Pisapia? E allora perché questa visione inclusiva può essere messa a rischio a Napoli, dove circolano lettere con tanto di simbolo PD che invitano a votare il candidato di destra contro il candidato di sinistra? Evidentemente l’attentato delle destre è pericoloso solo quando attenta alle poltrone del PD;

d) le destre sgombereranno i campi rom e i bambini? Cari amici e compagni, può essere che tenteranno di farlo. Ma esiste uno strumento per impedirlo pur non governando le città, anche se l’abbiamo dimenticato: l’opposizione sociale. Si fa così: invece di delegare un assessore ad attuare politiche inclusive ci si alza dal divano e si va a manifestare. E’ meno comodo, è meglio avere un assessore, ma volendo si governa anche dall’opposizione alternando momenti di mobilitazione e momenti di elaborazione politica. E vedrete che da questo purgatorio verrà fuori una nuova classe dirigente di cui essere finalmente orgogliosi e che potrà riprendere il governo delle città, votata respirando a pieni polmoni e non turandosi il naso.

Pensateci bene, prima di votare il PD in stato semicomatoso: l’alternativa c’è.

 

 

 

 

IO E I BALLOTTAGGI

giugno11

BallottaggiFai conto che domenica prossima mi tocchi votare al ballottaggio tra un candidato del PD e uno dei 5 Stelle.

Naaaaaaaaaaaaaaaaa, come si fa a votare per i grillini????? Quel linguaggio becero, quell’approccio al confronto muscolare, quei vaffanculo, ci dedicano giornate intere. Quel disprezzo per gli avversari politici, quell’andare in giro con gli apriscatole, con i lanciafiamme …..

No, mi sto sbagliando, quello del lanciafiamme non è grillino. E non è nemmeno dell’opposizione. grillino.

Ma no, come si può pensare di far eleggere un grillino?????? Totale assenza di cultura politica, mai un pensiero complesso, un’analisi profonda, il niente, il vuoto.

Vuoi mettere invece questa dichiarazione di una brillante Presidente di Regione? “Non tutto va bene ma se come italiani la finissimo di dire che tutto va male, forse le cose andrebbero meglio”. Ma quelli del M5S hanno eminenti statisti come la Serracchiani capaci di queste mirabili sintesi? Dove la troverete un’esternazione grillina così acuta???

Ma no, poi solo se si pensano come si scelgono i candidati grillini, raccattati sul web in base alle preferenze di non si sa chi.

Mica come quelli del PD, selezionati accuratamente da un corpo elettorale di passanti davanti ai gazebo. Tutti votanti in possesso della qualificazione necessaria per scegliere il candidato migliore: due euro in tasca. Non c’è paragone tra la serietà ed efficienza di questo geniale metodo di selezione con quella cialtronata dei grillini: la strada porta più consiglio del PC.

E poi si può sopportare l’antipolica e il populisno grillino? La Kasta, siete circondati, tutti i politici a casa …….. Ma vogliamo scherzare?

Renzi invece è irriducibilmente alternativo a questa insopportabile semplificazione demagogica: per lui deve andare a casa solo un politico su tre. Gli altri due sono renziani.

Se dovessi votare ad un ballottaggio tra un candidato del PD e uno del M5S non avrei dubbi: sarei nei  guai.

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